Regole per la remunerazione, Federfarma minaccia azioni pesanti se il Governo non darà una risposta. Farmacie rurali a rischio

Farmacia | Redazione DottNet | 08/12/2012 14:01

Ancora pochi giorni. Poi, se il governo non darà una risposta, le farmacie dichiareranno lo stato di agitazione e non sono escluse azioni di protesta più pesanti. Sotto accusa è lo stallo dell'iter delle nuove regole per la remunerazione delle farmacie che, secondo quanto previsto, dovrebbero entrare in vigore dall'1 gennaio 2013. Un nuovo sistema necessario, afferma la presidente di Federfarma Annarosa Racca, per la sostenibilità stessa del sistema farmaceutico.

Mentre, allo stato attuale, sono già in ''gravissima difficoltà economica'' almeno il 20-30% delle farmacie italiane e si profila il rischio concreto di chiusura per 2.200 farmacie rurali. Per sottolineare la gravita' della situazione, Federfarma ha convocato nei giorni scorsi una conferenza stampa lanciando un ultimatum al governo: ''Se non ci sarà una convocazione da parte dei ministeri della Salute e dell'Economia per procedere nell'iter del nuovo sistema di remunerazione, arriveremo a proclamare lo stato di agitazione. Ci attendiamo una risposta entro una settimana, perché il silenzio del governo è incomprensibile''. Le nuove regole sulla remunerazione - secondo l'accordo siglato con l'Agenzia italiana del farmaco lo scorso ottobre, che prevede un sistema di remunerazione per le farmacie con una quota fissa per confezione di farmaco e una quota percentuale sul prezzo del medicinale - ''sono assolutamente indispensabili e urgenti: per mantenere l'efficienza del servizio farmaceutico - avverte Racca - e per sostenere il sistema stesso''. Già oggi, denuncia, ''anche a seguito della riduzione progressiva del prezzo medio dei farmaci e dei pesanti tagli sul settore, le farmacie si trovano in una situazione economica grave: registriamo da anni cali di fatturato e la situazione si aggraverà a breve con l'apertura di migliaia di nuove farmacie, fino a cinquemila, a seguito dei concorsi banditi in tutta Italia. A fronte di ciò, la nostra non è una rivendicazione ma solo un chiedere il sostenimento della assistenza farmaceutica stessa''. E se oggi, afferma Racca, almeno il 20-30% delle farmacie (circa 4mila su un totale di 18mila) ha problemi economici seri ed ha gia' iniziato a ridurre il personale, la situazione e' ancora piu' grave per le farmacie rurali, quelle che operano al di sotto dei cinquemila abitanti: ''Circa 2.200, su un totale di 6.400, rischiano a breve di chiudere'', e' l'allarme lanciato dal presidente dell'associazione delle farmacie rurali Sunifar, Alfredo Orlandi. D'altronde, i numeri sono chiari: ''Solo nell'ultimo mese di novembre - rileva la presidente di Federfarma - il calo del fatturato e' stato a due cifre in tutte le regioni. E' stato un mese devastante''. Ed ancora: ''Da giugno 2007 a giugno 2012 - spiega - si e' avuto un -6,78% del fatturato lordo a fronte di un numero di ricette pari a +16,82%. Questo vuol dire che le farmacie lavorano molto di piu' ma hanno un minore fatturato''. Da Federfarma anche una richiesta alla Conferenza delle Regioni: avviare le trattative per il rinnovo della convenzione farmaceutica, scaduta da 18 anni, per definire ''finalmente'' le nuove funzioni della farmacia.

Se l'articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l'apposita funzione

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato