Presentata la relazione sullo stato di salute del Paese: si muore di più per malattie cardiocircolatorie e tumori, aumentano i diabetici e i sovrappeso

Redazione DottNet | 11/12/2012 14:39

In Italia si muore per malattie del sistema cardiocircolatorio e subito dopo per i tumori (ma il cancro colpisce di più gli uomini), aumentano i diabetici e in genere i sovrappeso e quasi la metà dei giovani ha fumato almeno una volta. I dati sono contenuti nella relazione sullo stato di salute del Paese (clicca qui per scaricare il documento completo) che il ministro della Salute Balduzzi (clicca qui per scaricare il discorso di apertura) ha presentato stamani al presidente della Repubblica Napolitano. Gli ultimi dati Istat disponibili indicano che nel 2009 il numero dei decessi avvenuti in Italia ammonta a 588.438, di cui 286.619 maschi (48,7%) e 301.819 femmine (51,3%). L’analisi della  mortalità per causa conferma che le malattie del sistema circolatorio sono la prima causa di morte con 224.830 decessi (il 38,2%), seguite dai tumori con 174.678 decessi (il 29,7%).

Tra le donne, le malattie cardiovascolari si confermano principale causa di morte con 127.060 decessi (il 42,1%), mentre i tumori rappresentano la seconda causa con 76.112 decessi (il 25,2%). Tra gli uomini, la prima causa di morte è rappresentata invece dai tumori con 98.566 decessi (il 34,4%), seguita immediatamente dalle malattie del sistema cardiocircolatorio con 97.770 decessi (il 34,1%). Le malattie del sistema respiratorio in Italia sono la terza causa di morte, responsabili di 39.949 decessi (6,8%), di cui 22.329 tra gli uomini e 17.620 tra le donne.

Diabete. I dati ISTAT indicano che la prevalenza del diabete mellito in Italia è in regolare aumento nell’ultimo decennio. Risulta diabetico il 4,9% della popolazione (5,0% delle donne, 4,7% degli uomini), pari a circa 3 milioni di persone. La prevalenza del diabete aumenta con l‟età fino al 19,8% nelle persone con età uguale o superiore ai 75 anni. Nelle fasce d‟età tra 35 e 64 anni la prevalenza è maggiore fra gli uomini, mentre oltre i 65 anni è più alta fra le donne ed è più alta nel Sud e nelle Isole, con un valore del 6,0%, seguita dal Centro con il 5,1% e dal Nord con il 4,0%. Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l‟anno, oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. Su 52 milioni di abitanti con età superiore ai 14 anni, i fumatori sono circa 11,6 milioni (22,3%) di cui 7,1 milioni di uomini (28.4%) e 4,5 milioni di donne (16.6%) (dati ISTAT).

Sovrappeso. I dati PASSI 2010 (Progressi delle Aziende Sanitarie per la salute in Italia) mostrano che il 32% degli adulti risulta in sovrappeso, mentre l‟11% è obeso: complessivamente, quindi, più di quattro adulti su dieci (42%) sono in eccesso ponderale. L’eccesso ponderale cresce in modo rilevante con l’età ed è più frequente negli uomini, nelle persone con basso livello di istruzione e in quelle con maggiori problemi economici, con differenze statisticamente significative nel confronto tra Regioni: la P.A. di Trento è il territorio con la percentuale più bassa di persone in sovrappeso/obese (29%),  mentre la Puglia è la regione con la percentuale più alta (49%).

Fumo. Riguardo il problema del fumo tra i giovani, la Global Youth Tabacco Survey, promossa dal CCM,  ha evidenziato che il 46% degli intervistati (ragazzi di 13, 14 e 15 anni), ha fumato almeno una volta nella vita e il 92% di questi ha dichiarato che i rivenditori non si sono mai rifiutati di vendere loro le sigarette, nonostante il divieto di vendita ai minori di 16 anni.  Si stima che nel 2010 le vendite di sigarette si siano ridotte del 2,4% rispetto al 2009 a fronte di un ulteriore notevole aumento (+32,7%) delle vendite del tabacco trinciato a costo inferiore delle sigarette, particolarmente “appetibile” per i giovani consumatori.

 

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