Generici, per Federfarma solo il 30 per cento dei pazienti li chiede spontaneamente

Redazione DottNet | 12/12/2012 18:33

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Le farmacie sono sempre piu' impegnate ad assistere i cittadini nella scelta tra farmaci 'griffati' e farmaci generici, ma sono ancora tante le persone che rifiutano pregiudizialmente il farmaco generico. E' quanto emerge da un sondaggio di Federfarma Milano tra 300 (su un totale di 950) farmacie di Milano, Monza e Lodi i cui risultati sono stati presentati oggi dalla presidente Annarosa Racca. Ricordiamo che anche Merqurio nelle settimane scorse ha pubblicato un sondaggio sui generici e le prescrizioni dei medici.

Il tempo per spiegare ai cittadini le caratteristiche dei farmaci generici e' sensibilmente aumentato - dice Racca - da quando e' divenuto obbligatorio per i medici specificare nelle ricette il principio attivo del farmaco, lasciando alle persone la scelta tra griffato e generico. La maggior parte dei farmacisti (il 72,8%) impiega tra i 2 ed i 4 minuti di tempo per informare il cittadino (''un periodo di tempo considerevole  - secondo Racca - per i ritmi di una farmacia'') e il 14,6% di essi impiega piu' di 4 minuti. Ma il sondaggio conferma anche una persistente diffidenza dei cittadini verso il farmaco generico: secondo la maggioranza dei farmacisti (l'84,5%) le persone che chiedono spontaneamente il generico non superano il 30%; mentre il 58,9% dei farmacisti dichiara di avere piu' del 50% dei clienti che tende a rifiutare a priori il generico. ''I farmacisti indicano sempre al cittadino il farmaco generico equivalente a quello griffato, come prescritto dalla legge - dice Annarosa Racca -  anche perche' credono che informare ed assistere i cittadini rappresenti una delle fondamentali funzioni di servizio di una farmacia moderna. Oltretutto il consiglio e' cio' che da sempre caratterizza il ruolo del farmacista in farmacia''. Tra le proposte emerse, quella di uniformare il colore delle confezioni dei farmaci per evitare che i pazienti si affezionino pregiudizialmente ad una scatola senza volerla cambiare, anche in presenza di vantaggi evidenti (lo chiede il 39,4% dei farmacisti). Altre proposte riguardano una informazione piu' mirata, l' abolizione dei nomi di fantasia dei farmaci (anche dei nuovi farmaci), togliere del tutto i nomi dei produttori dei farmaci, stabilire un prezzo uniforme.

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