Impiego di terapia elettroconvulsiva per trattare i disordini schizoaffettivi in pazienti con pacemaker

Medical Information Dottnet | 13/12/2012 12:46

Alcuni autori parlano di schizofrenia come una patologia in cui l'evoluzione schizofrenica è costellata da episodi ansioso-depressivi o di impronta maniacale, con presenza di idee deliranti, sindrome di influenzamento, alterazioni della coscienza associate a crisi di angoscia, umore melanconico e talvolta euforico.

La diagnosi si basa sul riconoscimento di una sindrome maniacale o depressiva maggiore concomitante a sintomi che soddisfano il criterio della schizofrenia, deliri o allucinazioni, irritabilità, iperattività, logorrea, diminuito bisogno di sonno. La terapia si basa sull’impiego di neurolettici, anche depôt, e di antidepressivi triciclici e atipici. Spesso scarsa è la risposta al trattamento poiché scarsa è la compliance del malato. Un recente case report pubblicato sulla rivista Psychiatria Danubina ha riportato e analizzato i risultati di un approccio elettroconvulsivo in un soggetto schizoaffettivo con pacemaker impiantato a causa di un blocco atrioventricolare. La letteratura in tal senso offre scarsa disponibilità di dati e discreta esperienza  clinica.

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