Responsabilità professionale del medico: i giudici al convegno Merqurio attaccano il decreto Balduzzi che va riformulato. Novità in materia assicurativa. L’opinione del legislatore

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 21/12/2012 15:31

Magistrati, avvocati, medici e pazienti si sono confrontati a Roma in occasione del convegno  “Toghe in corsia” organizzato da Merqurio con la collaborazione dello studio Cirese e con il supporto di AstraZeneca con l’obiettivo di avviare  un proficuo dialogo tra le varie componenti (società scientifiche dei medici, politici, magistrati, avvocati, pazienti)  affinché non ci si concentri sulla mera ricerca del colpevole, bensì sulla ricerca di concrete soluzioni ai problemi sui fronti  procedurali e strutturali. Occorre pertanto riflettere sulle possibili iniziative e risposte che la scienza medica, giuridica e politica devono doverosamente offrire in sinergia e senza dannosi antagonismi.   

 

Un problema, quello delle denunce ai camici bianchi, che tocca anche Francia, Germania, Spagna e Inghilterra dove tuttavia il fenomeno è stato  affrontato con successo attraverso la costituzione di tavoli di lavoro e commissioni speciali, come ha spiegato il professor Nicola Volpe del Royal College of Anaesthetists of United Kingdom sia nel suo intervento (clicca qui per seguirlo per intero) che nell’intervista che ci ha rilasciati (clicca qui per vedere l’intervista). Diversa la situazione nel nostro Paese dove gli specialisti sono sottoposti all'incubo dei processi penali e civili oltre ad essere costretti a turni massacranti in strutture che spesso sono carenti di organizzazione e presidi, ulteriormente mortificate dagli ultimi tagli imposti dal Governo. Occorrono, pertanto, interventi legislativi di prevenzione dei rischi e degli eventi avversi e indirizzi giurisprudenziali più garantisti ed omogenei, coperture assicurative adeguate e sistemi organizzativi al passo con le principali tendenze europee.  L’evento, moderato da Cesare Fassari, direttore di Quotidiano Sanità (clicca qui per vedere l’introduzione), ha avuto tra i relatori il presidente della Corte d’Appello  Giorgio Santacroce  che ci ha rilasciato un’intervista in esclusiva (clicca qui per vedere l’intervista), il presidente del Cic Marco d’Imporzano (clicca qui per vedere l'intervento) con un'analisi della drammatica situazione in cui versano le professioni chirurgiche (clicca qui per vedere l’intervista), il senatore  Michele Saccomanno, l’avvocato Vania Cirese (“Conquiste, fallimenti, sfide per il futuro della Sanità Italiana”: clicca qui per seguire l’intervento) (clicca qui per l’intervista all’avvocato Cirese), l’avvocato Fabio Fedi (clicca qui per vedere l’intervista) e magistrati. Alla successiva tavola rotonda hanno partecipato i senatori  Michele Saccomanno  (clicca qui per vedere l'intervento completo) e  Claudio Gustavino con l’onorevole Benedetto Fucci, i presidenti delle società scientifiche AOGOI, ACOI, SIOT, SIU, SICOP, rappresentanti delle Regioni  e di  Agenas, Federsanità, Conferenza Stato-regioni, sindacati (Confedir, Anaao,  Fesmed) con Francesca Moccia, coordinatrice del Tribunale del Malato (clicca qui per vedere l’intervista che ci ha rilasciato), che presenterà a breve il nuovo dossier  sulla malasanità in Italia.  Un approfondimento particolare, come dicevamo, è stato rivolto al nuovo strumento normativo introdotto dal Ministro Balduzzi e le deluse aspettative per quanto si sarebbe potuto realmente riformare con scelte doverose e accorte in luogo delle generiche  e  insufficienti disposizioni introdotte, che cosa ha inteso realizzare con le disposizioni in esso contenute analizzando nel dettaglio le scelte operate da Balduzzi. Nel dettaglio l’art.3 del decreto Balduzzi, ormai convertito in legge, prevede novità in materia di responsabilità professionale dei sanitari. Ma dai magistrati intervenuti, c’è stata una netta bocciatura  del provvedimento: “Norme inutili sulla responsabilità professionale e norme carenti sul piano delle garanzie di copertura assicurativa delle strutture sanitarie”, ha affermato il presidente della Corte di Appello di Roma Giorgio Santacroce a cui ha fatto seguito la dichiarazione, sugli stessi toni, del presidente della Corte d’Assise di Roma Afro Maisto (clicca qui per seguire l’intervento). Per i due magistrati, “Il  decreto non serve a risolvere i problemi del contenzioso legale tra medico e paziente e potrà fare poco o nulla per limitare la medicina difensiva”. A rincarare la dose il presidente del Collegio dei Chirurghi Marco d’Imporzano che ha parlato di rischio “chirurgia”, ovvero la  prospettiva di abbandono  da parte dei medici di quelle pratiche chirurgiche più complesse e a più alta probabilità di complicazioni che sempre meno chirurghi saranno disposti a fare. L’intervento del legislatore è stato ricordato dal senatore Michele Saccomanno, relatore del decreto Balduzzi alla Commissione Igiene e Sanità del Senato e primo firmatario della proposta di legge sulla responsabilità professionale, una proposta bipartisan: "Il tentativo di cambiare la norma ha visto  il Ministro Balduzzi d'accordo con noi. Tuttavia  i tempi stretti che abbiamo dovuto rispettare  per la conversione in legge al Senato, ci hanno impedito di modificare il testo varato dalla Camera. Quindi non abbiamo potuto emendare l’articolo 3 finito al centro della bufera”.  Infine di particolare interesse è stata la tavola rotonda che ha visto gli interventi del senatore Claudio Gustavino (“La norma va riformata”: clicca qui per vedere l’intervista)  con  i presidenti delle società scientifiche che hanno ricordato i problemi incontrati dai professionisti delle rispettive categorie e i rappresentanti delle aziende sanitarie. Di notevole interesse gli interventi di Attilio Steffano broker assicurativo che ha annunciato tariffe calmierate per i dipendenti ospedalieri (clicca qui per vedere l’intervista) e del professor  Paolo Arbarello, medico legale e ordinario alla Sapienza (clicca qui per vedere l’intervista). 

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