Cgil, dall’estate i tagli metteranno a rischio il servizio pubblico

Redazione DottNet | 02/01/2013 11:50

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Una ''miscela esplosiva'' di tagli e precariato in scadenza rischia di indebolire le presenze di medici, infermieri e operatori sanitari in ambulatori pubblici e corsie di ospedali. Nel servizio sanitario nazionale infatti a lavorare con contratto a tempo determinato (su un totale di 683.477 dipendenti, di cui due terzi donne) sono, secondo i dati ufficiali appena pubblicati dal Tesoro, oltre 29.500, 35.000 secondo altre stime che calcolano tutti i contratti atipici.  

  Contratti in aumento rispetto agli anni passati. Cosi' la Sanita', con temute ricadute sulle cure da assicurare ai cittadini, potrebbe diventare il settore simbolo del rischio del mancato rinnovo dei contratti precari, per i quali la Nidil-Cgil (Nuove identita' di lavoro, il sindacato dei lavoratori atipici) ha lanciato un allarme. Gli effetti peggiori si potrebbero vedere a partire dalla prossima estate, secondo le previsioni della Cgil Medici. Con conseguenze invitabili per il servizio ai cittadini, in particolare per tutta l'area dell'emergenza-urgenza, dal 118 al pronto soccorso, avverte l'Anaao Assomed, dove l'uso del contratto a tempo e' piu' utilizzato in tutte le regioni.   Grazie ad una norma che prevede un parziale sblocco del turn over per la sanita' e alla disposizione contenuta nella legge di stabilita' che concede una proroga fino al 31 luglio 2013 per alcuni contratti precari 'storici', infatti, il servizio sanitario pubblico potra' andare avanti nei prossimi mesi, ricorda Massimo Cozza, segretario del sindacato dei camici bianchi della Cgil. Ma la ''miscela esplosiva'' aggiunge, potrebbe innescarsi proprio a causa del taglio al finanziamento del servizio sanitario nazionale che per il prossimo anno prevede un miliardo in meno. ''Rischio che diventa piu' concreto se non ci saranno percorsi di stabilizzazione in conseguenza dell'ultima drammatica riduzione di risorse - aggiunge Cozza - e per la mancata definizione del patto per la salute, che rischia di far pagare il conto proprio al personale e in particolare ai precari''. Gia' i dati 2011 della Ragioneria generale dello Stato riguardanti i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale secondo Cozza ''sono inequivocabili: i tagli aumentano'': dal 2009 al 2011 sono stati tagliati 3.360 medici (da 118.773 a 115.413) e dal 2010 al 2011 ci sono in meno 1.741 medici (da 117.154 a 115.413)''. Inoltre, ''dal 2010 al 2011 sono stati tagliati anche 100 medici a tempo determinato (precari) ma il loro numero rimane comunque elevato: 7.240, in grande maggioranza donne''.  Condivide il timore anche Costantino Troise, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici ospedalieri. ''Esistono strumenti legislativi per prorogare i contratti in scadenza fino a luglio, ma questa e' una possibilita' e non un automatismo. Il prossimo anno - dice Troise - l'Ssn sara' vittima di una nuova stretta e si stima che ci sara' un differenziale fra spesa prevista e fabbisogno di 14 miliardi: i primi a correre il rischio saranno proprio coloro che hanno un contratto in scadenza. C'e' un problema di sostenibilita' reale da ora al 2015''.