L’Avastin resta solo prescrivibile. Non sarà rimborsato

Farmaci | Redazione DottNet | 02/01/2013 11:55

Resta non rimborsabile dal servizio sanitario nazionale il medicinale Avastin, utilizzato per il trattamento delle maculopatie degenerative, una malattia della terza eta' che porta alla cecita'. Ma i medici potranno utilizzare il farmaco (che costa 60 volte meno di quelli usati in alternativa), a condizione di avvertire i pazienti su eventuali rischi. 

 Su richiesta del Ministro della salute, la Commissione tecnico-scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha ripreso in esame la questione dell'uso off-label (cioe' fuori dalle indicazioni del foglietto illustrativo, per le quali il medicinale e' stato autorizzato) del medicinale Avastin, a base di bevacizumab, con particolare riferimento ai trattamenti per i pazienti che soffrono di maculopatie degenerative, interrotti dopo una decisione dell'AIFA del 18 ottobre di escluderlo dall'elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale. Il farmaco e' stato al centro di numerose polemiche. La Societa' Oftalmologica Italiana (Soi) aveva contestato la decisione dell'Agenzia Italiana del Farmaco di escluderlo dalla rimborsabile e di complesso utilizzo, la molecola Avastin per coloro che soffrono di degenerazione maculare.   L'alternativa a questo prodotto, avevano segnalato, e' un farmaco che ha un costo 60 volte maggiore. Questo prevederebbe solo per il 2013 una spesa aggiuntiva di 600 milioni di euro L'AIFA confermato i dubbi sulla sicurezza dell'uso intravitreale (cioe' con iniezioni agli occhi) di Avastin e sottolinea come sia essenziale continuare a indagare sulla sicurezza. L'Agenzia ricorda di aver sollecitato gli oculisti e le Regioni ad una attenta valutazione e immediata segnalazione dei potenziali effetti avversi.

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