Monti: i farmacisti hanno impedito le liberalizzazioni. Mandelli (Fofi): siamo davanti ad uno scontro politico che usa la nostra categoria

Redazione DottNet | 06/01/2013 09:53

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La dichiarazione del premier Monti nel corso della trasmissione Uno Mattina della rai ha fatto sobbalzare i rappresentanti delle associazioni di categoria: "Dentro il Pdl c'è molta vicinanza agli ordini professionali, come le farmacie, e questo ha impedito di andare avanti con le liberalizzazioni". Immediata la replica da parte dei farmacisti: “Evidentemente non ci sbagliamo quando diciamo che sul servizio farmaceutico, il ruolo dei farmacisti e le farmacie si sta giocando uno scontro politico che va ben al di là dell’assetto della dispensazione del farmaco”, replica  Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti.

“Ancora una volta la professione viene additata come esempio di ostacolo allo sviluppo e come una lobby forte di sponde politiche più o meno occulte, quando invece è da anni che chiediamo una reale riforma organica del sistema, facendo anche proposte al riguardo in tutte le sedi praticabili. In realtà nella nostra azione non c’è niente di occulto. Tutti i Governi finora succedutisi ci hanno posti di fronte a una serie di interventi estemporanei sul servizio farmaceutico territoriale, per non parlare degli interventi sulle strutture sanitarie, dove operano anche dei farmacisti, che non solo e non tanto vanno a incidere sui legittimi interessi della professione ma mirano a ridisegnare in senso privatistico l’assistenza sanitaria nel suo complesso. Lo prova, per esempio, il fatto che non ci si faccia nemmeno più scrupolo a usare la definizione “mercato del welfare” improponibile fino a poco tempo fa” prosegue Mandelli. “Di fronte a questa situazione la Federazione, come è anche suo dovere istituzionale, ha fatto presenti quelle che a suo avviso sono le conseguenze delle misure attuate: a volte positive, a volte, più spesso negative. Il tutto alla luce del sole e in seno a alla dinamica pubblica del dibattito politico, tanto che abbiamo più volte chiesto un incontro allo stesso Presidente Monti, incontro che torniamo a chiedere oggi, sperando in un esito diverso. Non abbiamo quindi mai confidato in provvedimenti ad hoc tanto munifici quanto sepolti nelle pieghe delle leggi come è costume delle vere lobby, come il Presidente Monti sa certamente” conclude Mandelli. “Dobbiamo considerarci per questo nel novero di coloro che devono essere silenziati?”