Umbria, presentata la mappa delle nuove farmacie

Redazione DottNet | 09/01/2013 08:20

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L'assessore regionale alla Salute, Franco Tomassoni, ha illustrato nella commissione sanità del consiglio regionale la proposta con le indicazioni sulla sede delle nuove farmacie che è possibile aprire in Umbria, dietro indicazione dei rispettivi Comuni, sulla base di quanto consentito dalla legge statale 27/2012. Tomassoni ha spiegato che su questa materia la Regione svolge una funzione "notarile", non entrando nel merito delle scelte dei Comuni ma predisponendo una ricognizione ed un controllo su eventuali incongruenze dal punto di vista formale.

La commissione ha dato parere favorevole unanime alla proposta, con riserva di valutazione sulle singole questioni comunali. Abbassando il quorum degli abitanti riservati a ciascuna farmacia, la legge - riferisce un comunicato della Regione - consente l'istituzione di numerose nuove farmacie: ad esempio con 168.169 abitanti il Comune di Perugia potrà disporre di 51 farmacie (attualmente sono 42) e ne ha individuate 8 nuove (a Case Bruciate, Sant'Orfeto, Bosco, Cenerente, Strozzacapponi, Balanzano, Pian di Massiano e Fontignano), rinunciando a utilizzare i resti per l'istituzione di una nuova sede. Ma ci sono altre prospettive di sviluppo che la legge concede ai Comuni incrementando il processo di liberalizzazione: la possibilità di una prelazione da esercitare entro il 2022 per l'apertura di nuove sedi in luoghi di rilevante densità come, ad esempio, le grandi strutture commerciali. A questo proposito il Comune di Perugia ha segnalato le zone dell'aeroporto San Francesco e di Collestrada quali possibili, ulteriori sedi di farmacie, in aggiunta a quelle spettanti per demografia. Tali strutture non vanno a concorso, ma costituiscono una riserva per la quale il Comune può optare, entro il 2022. Allo stesso modo Corciano ha individuato nell'area ex-Quasar, che ospiterà una grande struttura di vendita, la sua riserva ulteriore rispetto alle due nuove sedi che gli spettano per motivi demografici (Taverne e Capanne). Non si registrano altre novità, rispetto a quanto da tempo conosciuto sulle scelte operate dai Comuni umbri per le sedi delle nuove farmacie, fatta eccezione per la zona di Lerchi, individuata e segnalata all'assessore dal Comune di Città di Castello. Tutti i Comuni hanno rispettato le prescrizioni di legge, ad eccezione - spiega il comunicato della Regione - del Comune di Gubbio che con una delibera di giunta ha comunicato soltanto una delle due nuove sedi possibili, in zona Carbonesca, mentre la legge richiede espressamente una delibera del consiglio che l'amministrazione comunale è ancora in tempo a produrre, prima che l'atto sia ratificato dall'approvazione del consiglio regionale.

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