Tumori al seno, i ricercatore esagerano i risultati positivi dei loro studi e minimizzano quelli negativi. Terapie meno efficaci per i pazienti

Oncologia | Redazione DottNet | 10/01/2013 18:59

Gli scienziati e i ricercatori che fanno studi sul tumore al seno tendono a esagerare i risultati positivi e minimizzare quelli negativi. Il risultato e' che i pazienti ricevono terapie meno efficaci di quanto sostenuto e con peggiori effetti collaterali. E' quanto ha verificato uno studio, di cui parla oggi il quotidiano inglese 'The Independent'.  In due terzi delle ricerche analizzate, gli scienziati minimizzano gli effetti collaterali peggiori, specialmente quanto le terapie mostrano anche benefici significativi. 

 

Un comportamento che puo' essere spiegato, secondo lo studio, perche' i ricercatori vogliono essere notati e citati nella letteratura scientifica, anche per fare carriera. Il team di ricercatori del Princess Margaret Hospital di Toronto, che ha condotto lo studio, non ha riscontrato influenze degli sponsor delle sperimentazioni, sia che si trattasse di industrie farmaceutiche che di istituzioni accademiche, anche se e' cresciuto il peso delle sponsorizzazioni da parte delle aziende. Negli ultimi 30 anni, il numero di sperimentazioni di fase tre (cioe' quella finale) sponsorizzate dall'industria e' passato dal 24% al 72%. ''Servono revisioni piu' accurate. Noi riteniamo che rendere disponibili gratuitamente i dati clinici degli studi ridurrebbe ansia e confusione, permettendo a piu' ricercatori di valutare i risultati - spiega Richard Francis, capo ricerca dell'associazione 'Breakthrough Breast Cancer' - Cio' consentirebbe una valutazione accurata delle sperimentazioni dagli enti regolatori, confronti con altri studi ed eviterebbe la duplicazione di sperimentazioni''.

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