Soscia (Parafarmacie): siamo stati esclusi dalle liste elettorali, non potremo difenderci

Redazione DottNet | 11/01/2013 09:52

''A liste oramai chiuse constatiamo a malincuore che malgrado gli sbandierati propositi di dar voce a nuove espressioni della societa' civile nessun rappresentante delle parafarmacie e' stato incluso nella partita elettorale''. Lo dichiara il presidente della Federazione nazionale farmacia non convenzionata, Giuseppe Scioscia, che da tempo chiede la liberalizzazione dei farmaci di fascia C e quindi la possibilita' di loro vendita al di fuori delle farmacie.

''Eppure il senatore Monti, il segretario Bersani e il liberale Giannino - spiega - sanno bene quanto i nostri avversari siano da tempo seduti sugli scranni di entrambe le camere. Non sarebbe stato leale dar spazio anche a noi?''. ''Sappiamo fin troppo bene - precisa il numero uno delle parafarmacie - come le lobby siano trasversali e cercano consensi a destra come a sinistra. Mentre Bersani puo' ricordare che fu il ministro della Salute del suo stesso governo a bloccargli nel 2006 l'ultima lenzuolata di farmaci di fascia C, al tempo stesso il senatore Monti e' consapevole che i suoi provvedimenti pseudo liberalizzatori abbiano finito per danneggiare ulteriormente la nostra situazione a favore delle farmacie''. Senza propri rappresentanti in parlamento, la domanda che dunque si pongono i 4500 farmacisti titolari di parafarmacie e gli oltre 54mila collaboratori di farmacie private e' ''su chi controllera' i voti di senatori e onorevoli quando si parlera' di liberalizzazioni. Come potremo difenderci? - conclude Scioscia. Senza la fascia C siamo e saremo di fatto tutti destinati alla chiusura''.

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