Considerazioni sul rischio chimico

Alida Molina | 23/04/2013 16:39

Le cause sono gli incidenti industriali rilevanti, l'impiego di aggressivi chimici tra belligeranti, atti terroristici. Grossi quantitativi di sostanze sono continuamente stoccati, maneggiati e trasportati ed il sistema normativo non fornisce garanzie che un incidente industriale non avvenga.

I rischi più gravi sono dovuti al rilascio di sostanze tossiche gassose come cloro, anidride solforosa, ammoniaca e cloruro di cianogeno, soprattutto se inalate. Ultimamente si è rafforzata la minaccia di sostanze tossiche a causa del terrorismo, anche per uccidere gli esseri umani, tramite atti di sabotaggio o attentati. Il sabotaggio è una manipolazione intenzionale che determina la fuoriuscita e dispersione di sostanze chimiche ed è naturalmente imprevedibile, mentre l'attentato usa armi chimiche tossiche dannose che vengono trasportate sul luogo dell'atto terroristico. Ci sono poi gli aggressivi chimici, la cui produzione e uso, secondo la convenzione di Parigi del 1993, anche per motivi di studio, deve essere limitata (100g - 10kg). La classificazione, l'imballaggio e l'etichettatura dei composti pericolosi sono oggetto di norme della legge-quadro 256 del 1974.

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