Remunerazione farmacie, dal ministero arrivano nuove proposte. Ecco le differenze. Federfarma: nessuno stravolgimento al contratto di ottobre sarà tollerato

Redazione DottNet | 14/01/2013 14:24

farmacia remunerazione

 

Dal ministero dell’Economia è arrivata la proposta sulla remunerazione delle farmacie, dopo il primo accordo dell’ottobre scorso. Adesso la parola passa alle parti interessate che stanno valutando i parametri offerti dal dicastero. Da parte di Federfarma per il momento non si sbottonano, trincerandosi dietro una serie di verifiche da fare. Ma che cosa offre il ministero? Per le farmacie ci sarà una quota fissa inferiore rispetto a quella prevista dall’intesa del 16 ottobre e una quota percentuale più alta e introduce il concetto delle due fasce per le farmacie. Fascia unica, invece, per i grossisti. Ma vediamo i dettagli. 

 

PER LE FARMACIE

Per i medicinali con prezzo al pubblico non superiore ai 50 euro:

Quota fissa per confezione dispensata in regime di Ssn: 0,55 euro, maggiorata di euro 0,10 per le farmacie con fatturato annuo inferiore a 258.228,45 euro.

Quota fissa aggiuntiva per ciascun medicinale non più coperto da brevetto (originatore o medicinale autorizzato in conformità di quanto previsto dall’articolo 13 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 o corrispondente equivalente) con prezzo al pubblico corrispondente al prezzo di riferimento: 0,50 euro.

Quota variabile: 17% del prezzo al pubblico del medicinale.

 

b) Per i medicinali con prezzo al pubblico superiore ai 50 euro

 Quota fissa per confezione dispensata in regime di Ssn: 5,5 euro, maggiorata di 0,10 euro per le farmacie con fatturato annuo inferiore a 258.228,45 euro.

Quota variabile: 10% del prezzo al pubblico del medicinale.

Dal 2014 il valore della maggiorazione per le farmacie con fatturato annuo inferiore a 258.228,45 euro è modificato annualmente sulla base del numero degli aventi diritto, fermo restando l’importo complessivo di euro 7.994.000,00.

PER I GROSSISTI

Quota fissa per confezione dispensata in regime di Ssn: 0,10 euro.

Quota fissa aggiuntiva per ciascun medicinale non più coperto da brevetto (originatore o medicinale autorizzato in conformità di quanto previsto dall’articolo 13 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 o corrispondente equivalente) con prezzo al pubblico corrispondente al prezzo di riferimento: euro  0,06.

Quota variabile: 1,90% del prezzo al pubblico del medicinale. Tutte le quote indicate sono comprensive dell’imposta sul valore aggiunto. 

Così  l’accordo del 16 ottobre

FARMACISTI

Quota fissa 2,00 euro per confezione al netto dell’Iva, tale importo si incrementa – quale quota di garanzia – del 18% per le farmacie rurali sussidiate con fatturato inferiore a 387.342,67 euro e del 17,5% per le farmacie con fatturato inferiore a 258.228,45 euro.

Quota premiale generici  0,10 euro per confezione al netto dell’Iva per medicinali generici o a brevetto scaduto con prezzo al pubblico corrispondente al prezzo di riferimento fissato nell’ambito delle liste di trasparenza Aifa.

Quota variabile 3,30% del prezzo ex-factory al netto dell’Iva.

GROSSISTI

Quota fissa 0,25 euro per confezione al netto dell’Iva per i medicinali con prezzo ex-factory inferiore o uguale a 25 euro, 0,35 euro per confezione al netto dell’Iva per i medicinali con prezzo ex-factory superiore a 25 euro.

Quota variabile 0,55% del prezzo ex-factory al netto dell’Iva.

In pratica la quota fissa per confezione, con prezzo al pubblico non superiore ai 50 euro, dispensata in regime di Ssn è di 0,55 euro, maggiorata di euro 0,10 per le farmacie con fatturato inferiore a 258.228, 45 euro. La stessa quota nell’accordo originario era di 2,00 euro. Per i medicinali con prezzo superiore ai 50 euro il fee è di 5,5 euro con analoga maggiorazione dello 0,10 per le farmacie più “povere”. La quota percentuale è fissata al 17% del prezzo del medicinale, passa al 10% per i medicinali sopra ai 50 euro di costo. La quota variabile era, invece, del 3,30% del prezzo ex-factory al netto dell’Iva.

La reazione di Federfarma: L'accordo per Federfarma non è più lo stesso del 16 ottobre: manca la  considerazione delle farmacie rurali, la quota percentuale è troppo alta, ci sono modifiche non meglio definite sulla quota spettante al grossista.  Adesso occorre la risposta del ministero alle osservazione dei proprietari di farmacie, ma si sa che finché non ci sarà accordo sulle modifiche il testo resta quello del 16 ottobre. Le rurali non sono state considerate una dimenticanza che per il Sunifar è grave visto il ruolo di quelle strutture.

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