Nuova remunerazione, la Fofi attacca lo schema del ministero

Redazione DottNet | 16/01/2013 14:57

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La nuova proposta di remunerazione del ministero non piace. A scendere in campo, dopo le dichiarazioni di Federfarma, adesso è la Fofi con Andre Mandelli per il quale lo schema suggerito dal Dicastero è un evidente passo indietro rispetto allo schema dell’Aifa. “La formula individuata dal Ministero - spiega il presidente Mandelli – per un verso cambia in misura limitata  lo schema attuale, visto che sui farmaci di prezzo inferiore ai 50 euro la remunerazione resta in gran parte ancorata al prezzo di vendita che, come ormai nessuno può negare, scende di anno in anno”. 

 

“Dall’altra parte – incalza il presidente della Fofi -, per i farmaci di prezzo superiore a 50 euro, che sono l’oggetto principale delle forme di distribuzione alternative alla farmacia di comunità, il sommarsi di una quota fissa più alta e di un margine del 10% non favorisce certo una maggiore distribuzione nelle farmacie di comunità dei medicinali innovativi”. Ma non è tutto. Alla Fofi sostengono anche che la rete delle farmacie rurali sussidiate è minacciata dal provvedimento. “La maggiorazione di 0,10 euro individuata dal Ministero - precisa il presidente - non può in alcun modo salvare le farmacie dei piccoli e piccolissimi centri dalla chiusura nel momento in cui il valore delle ricette diminuisce costantemente. E’ strano che un Governo dimissionario voglia chiudere la sua esperienza con la cancellazione di quelli che, spesso, sono gli unici presidi sanitari su cui possono contare moltissime comunità, proprio dopo aver fatto dell’aumento del numero delle farmacie la propria bandiera”. Insomma, per Mandelli “l’adozione di uno schema così concepito, più conservativo rispetto a quello messo a punto con Aifa, sembra una premessa al non voler mutare l’attuale assetto del servizio farmaceutico, mentre abbiamo sempre sostenuto – conclude il presidente Fofi - che la riforma della remunerazione doveva andare a supporto anche dei servizi che devono accompagnare la dispensazione del medicinale prescritto (dalle attività di supporto all’aderenza alla terapia all’attuazione delle campagne di prevenzione ed educazione sanitaria) e di altri servizi non specificamente collegati al farmaco”.

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