Remunerazione, Federfarma chiede stabilità e sicurezza. Scaccabarozzi: niente incentivi per i generici. Assogenerici: tutti i farmaci ricevono bonus

Farmacia | Redazione DottNet | 26/01/2013 19:24

''L'accordo per la nuova remunerazione della filiera distributiva esiste gia', in quanto firmato il 16 ottobre, ed e' necessario avviare un confronto con il ministero e le altre componenti della filiera del farmaco per giungere alla sua applicazione''. Lo afferma Annarosa Racca, presidente di Federfarma, in relazione alle dichiarazioni rilasciate  dal presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, sulla nuova proposta di remunerazione.  

 Scaccabarozzi aveva infatti affermato che occorre “aprire urgentemente il dialogo per analizzare le soluzioni proposte in merito al nuovo sistema di remunerazione delle farmacie, proposte che alle imprese ancora non sono note nel dettaglio''. ”Il ministero - sottolinea Scaccabarozzi che invoca un incontro col dicastero competente  - ha presentato delle proposte sul nuovo sistema di remunerazione della filiera, ma l'industria farmaceutica non e' stata coinvolta''. Le proposte fatte, prosegue, ''richiederebbero invece un confronto aperto con le industria produttrici; tale confronto e' fondamentale - rileva Scaccabarozzi - per evitare ulteriori problemi, in quanto il sistema attuale e' impostato su un tetto di spesa e un processo di ripiano al quale le industrie sono chiamate a partecipare''. Le proposte avanzate, sottolinea il presidente di Farmindustria, prevederebbero un sistema 'misto', con una parte fissa di remunerazione per le farmacie ed una percentuale sul prezzo del farmaco, oltre ad un incentivo per i farmaci generici. Quanto a quest'ultimo aspetto, conclude Scaccabarozzi, ''sarebbe invece importante che non si attivassero ulteriori incentivi per i farmaci generici a 'discapito' dei farmaci branded.

La posizione dei farmacisti. ''Cio' di cui abbiamo bisogno e' una riforma della remunerazione che dia stabilita' alle farmacie e getti le basi per il ritorno nel canale dei farmaci ad alto costo, come faceva l'accordo firmato con l'Agenzia del farmaco Aifa il 16 ottobre che per noi rimane il riferimento. Lo schema del Ministero, invece, lascia senza tutele le piccole farmacie e non sgancia i fatturati dalla discesa dei prezzi''. Lo ha sottolineato la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, in occasione di un convegno promosso a Bologna dall'associazione delle farmacie pubbliche Assofarm.  All'incontro ha partecipato anche il ministro della Salute Renato Balduzzi al quale, rende noto Federfarma in un comunicato, e' stato rivolto l'invito ''affinche' la proposta faccia dietrofront e prima di arrivare alle Regioni venga ridiscussa con le sigle della filiera'': ''Ministro - ha affermato Racca - ci ripensi. Ne va del destino del sistema farmacia''.  ''Nessuna chiusura da Balduzzi, che - sottolinea Federfarma - ha anche fatto capire di non aver voluto imprimere alcuna accelerazione al percorso della riforma''.  Federfarma, ricorda inoltre che la norma contenuta nella legge 135/2012 (spending review) prevedeva che la ''nuova remunerazione fosse definita sulla base di uno specifico accordo tra le componenti della filiera distributiva e l'AIFA, nel rispetto di alcuni vincoli ben precisi: invarianza dei costi con riferimento ai margini in vigore al 30 giugno 2012, rispetto dei tempi ''.   Secondo l'associazione dei farmacisti, ''solo nel caso di mancato accordo, la norma prevedeva che il Ministero della Salute, di concerto con quello dell'Economia, potesse procedere autonomamente con proprio decreto, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni e con il parere delle competenti Commissioni parlamentari''. Federfarma avverte che ''ci sono una serie di questioni tecniche da chiarire per rendere effettivamente applicabile il provvedimento, che presenta incongruenze ed elementi di complessita' che, se non risolti, si ripercuoterebbero negativamente sull'efficienza del sistema''. Il presidente Racca poi ribadisce quanto gia' comunicato nei giorni scorsi al Ministro Balduzzi e al Ministro Grilli: ''Siamo disponibili al confronto per individuare le soluzioni piu' corrette per l'applicazione dell'accordo del 16 ottobre scorso.   Chiediamo che si parta da li' per delineare un nuovo modello di remunerazione che produca realmente risultati positivi per il sistema in termini di sostenibilita', tracciabilita' del farmaco, razionalizzazione dei sistemi distributivi. I tempi per approfondire il problema ci sono: la spending review ha rinviato l'entrata in vigore della nuova remunerazione al 30 giugno 2013.   Sediamoci intorno a un tavolo e verifichiamo tutti i nodi critici.''

La replica di Assogenerici. Nella remunerazione della filiera farmaceutica ''si incentivano tutti i farmaci a prezzo di riferimento che siano di marca o equivalenti''. Lo sottolinea l'associazione dei produttori di medicinali equivalenti (Assogenerici), che afferma di concordare con Farmindustria ''sul coinvolgimento dei produttori quando si affrontano le tematiche della distribuzione'', ma sottolinea ''la strumentalizzazione sui farmaci generici''.  ''L'industria deve certamente continuare a essere coinvolta nella ridefinizione della remunerazione della filiera del farmaco: in questo c'e' piena sintonia con le dichiarazioni rese dal presidente di Farmindustria - rileva il presidente di AssoGenerici Enrique Hausermann -. Tuttavia quanto si afferma sull'eccessiva incentivazione dei farmaci equivalenti, non trova riscontro nella realta'''. Sia l'accordo del 16 ottobre siglato con l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sia la proposta Balduzzi ''prevedono infatti una quota premiale per tutti i farmaci il cui prezzo e' allineato a quello di riferimento, si tratti di equivalenti o di specialita' di marca a brevetto scaduto''.   La contrapposizione allo sviluppo del generico ''e' ormai antistorica. Ancora oggi - conclude Hausermann - gli esperti convocati dalla Federazione delle aziende ospedaliere Fiaso hanno ribadito che per evitare spese improprie al servizio sanitario e' inutile puntare sulla compartecipazione alla spesa da parte del paziente, ma occorre puntare sulla costo-efficacia e, quindi, nel caso dell'assistenza farmaceutica, sui medicinali equivalenti''.

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