Simg: il picco influenzale è vicino. Le iniziative dei medici di base

Redazione DottNet | 28/01/2013 14:20

Il picco dell'influenza e' vicino: il 'boom' di casi e' infatti atteso a meta'febbraio. E' quanto afferma in una nota la Societa' italiana di medicina generale (Simg). Nella terza settimana di gennaio sono stati colpiti dal virus 379mila italiani, conferma la Simg, con il numero complessivo degli influenzati dall'inizio dell'epidemia ad oggi salito a quota 1.649.000 casi.  Marche, Valle d'Aosta, Piemonte, Molise, Campania e Sardegna sono le regioni che fanno registrare il maggior numero di diagnosi.

Secondo il bollettino settimanale sull'epidemia della Societa' Italiana di Medicina Generale, negli ultimi sette giorni, 6,25 italiani su mille sono stati messi a letto dal virus, un dato in costante crescita visto che 15 giorni fa l'incidenza era di 4,50. I bambini sono i piu' colpiti: tra quelli al di sotto dei 4 anni di eta' la frequenza e' di 18,73 casi su mille. E le cifre rimangono molto alte tra i piu' giovani (5-14 anni, con 12,67 casi) e gli adulti fino a 64 anni (15-64 anni, con 4,96 casi), per diminuire in maniera drastica negli ultrasessantacinquenni (fino a 1,96 casi).   ''Malgrado i problemi legati alle difficolta' di avere a disposizione il vaccino, anche quest'anno la copertura profilattica degli ultrasessantacinquenni ha mostrato risultati positivi - spiega Claudio Cricelli, presidente Simg - gli anziani si ammalano molto meno di influenza, malgrado la loro maggiore fragilita', perche' si vaccinano molto di piu' e hanno gia' incontrato alcuni virus in passato, sviluppando cosi' una protezione''. Per le prossime quattro settimane i medici di famiglia renderanno disponibile sui siti www.simg.it e www.ilritrattodellasalute.it la 'lettera sull'influenza', che oltre a fornire utili informazioni sull'andamento della malattia conterra' anche indicazioni pratiche sui comportamenti, le precauzioni, le misure e le terapie da intraprendere, inclusa l'automedicazione.  Intanto  i medici di famiglia sottolineano come nell'ultimo periodo le visite negli studi per sintomi o conseguenze da virus influenzali siano raddoppiate.   A rivolgersi al medico, rileva il segretario della Federazione nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg) Giacomo Milillo, ''sono in questi giorni soprattutto uomini e donne di mezza eta' e lavoratori, con sintomi influenzali dovuti spesso alla permanenza in ambienti chiusi come gli uffici, dove maggiore e' il rischio di contagio''. Tuttavia, ''non c'e' una situazione di allarme - rassicura - anche se il timore e' che il numero dei casi quest'anno possa risultare, alla fine, maggiore a causa del calo registratosi nella vaccinazione antinfluenzale''.   Ma se e' bene rivolgersi al medico in caso di dubbi, sconsigliata e' invece la 'corsa' al Pronto soccorso, come sottolinea lo stesso ministro della Salute Renato Balduzzi. Al Pronto soccorso, ribadisce il ministro, ''bisogna andare solo quando serve davvero e un'influenza e' una patologia che si puo' trattare e curare a prescindere dal Pronto soccorso. Ci sono altri strumenti: innanzitutto il contatto con il medico di famiglia, fatte salve naturalmente situazioni particolari legate a patologie croniche o con complicanze''. In generale, ha aggiunto, ''non ci sono motivi di particolare allarme''.  Insomma, recarsi al Pronto soccorso solo in presenza di sintomi quali febbre o piccoli disturbi e' inutile, e rischia solo di creare situazioni di 'sovraccarico' per i reparti di emergenza-urgenza. Il consiglio degli esperti e' dunque quello di rivolgersi al medico di base (anche telefonicamente), non prendere antibiotici (a meno che sia il medico ad indicarli) e ricorrere al Pronto Soccorso solo per sintomi che fanno sospettare bronchiti o polmoniti in bambini piccoli, malati cronici non vaccinati e persone anziane.   

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