Derivati Enpam, polemica del presidente dell’Ordine di Milano Rossi. Oliveti: gli investimenti rendono bene

Previdenza | Redazione DottNet | 28/01/2013 23:08

L’Enpam ancora nel mirino dei presidenti Omceo nazionali. Una richiesta di chiarimenti sull’annoso capitolo “derivati” è stata inviata da un gruppo di responsabili degli ordini locali al presidente della cassa dei medici, Alberto Oliveti. Nella missiva si chiedono riscontri sulle azioni avviate dall’Ente per  difendere il patrimonio dei medici italiani e in particolare sugli investimenti in derivati.

Innanzitutto cerchiamo di capire che cosa sono i derivati e perchè sono considerati così rischiosi: sono contratti di finanza strutturata che permettono, almeno in origine, di assicurare il rischio assunto su altre operazioni. In pratica è una scommessa sulla scommessa. L'abuso ne ha fatto nel tempo strumenti molto rischiosi, una formidabile leva speculativa, capace di offrire guadagni insperati o di provocare enormi rovesci sui mercati planetari come si è visto con il caso Lehman Brothers. Pare che nel mondo ce ne siano talmente tanti che qualcuno parla di "bomba a orologeria. Da qui la protesta del giugno 2011, quando i cinque presidenti di ordine  presentarono un esposto alla magistratura su un presunto buco di diverse centinaia di milioni di euro causato da investimenti in derivati. L’iniziativa diede il via ad una serie d’indagini che portarono anche alle dimissioni del presidente dell’epoca, Elio Parodi che fu indagato con l'ex consigliere esperto, Maurizio Dallocchio, l'ex dg Leonardo Zongoli e l'ex responsabile investimenti finanziari, Roberto Roseti. Secondo i pm, Parodi e gli altri indagati avevano aggirato le regole interne dell'Enpam, realizzando massicci investimenti in derivati (2,9 miliardi, pari all'88% del valore nominale» del portafoglio titoli, che ammonta a 3,3 miliardi), “omettendo di segnalare le caratteristiche e l'andamento dei titoli strutturati e inducendo in errore i componenti del cda che decidevano l'acquisto dei titoli, le successive ristrutturazioni dei medesimi, nonché il pagamento di onerose commissioni a consulenti e intermediari”. I magistrati, tuttavia, puntarono le loro attenzioni proprio su Dallocchio, ritenuto  la mente finanziaria del gruppo che avrebbe gestito gli investimenti dell’ente in particolare nella  Dgpa Capital, una società di cui Dallocchio detiene il 25 %, insieme ad altri tre suoi colleghi universitari. L’Enpam acquistò  alcune quote in Dgpa Capital, impiegando 20 milioni di euro e investendone per ora circa 18. Il professore si difese affermando che il Cda era a conoscenza della struttura del fondo e che lui si era allontanato al momento della votazione. Dopo le dimissioni di Parodi, Oliveti, diventato presidente,  in più occasioni aveva garantito sulla sicurezza delle operazioni effettuate dall’Enpam e soprattutto sulla svolta che avrebbe dato la nuova gestione prendendo le distanze dalla precedente amministrazione. Nella nuova lettera, che vede tra i firmatari il presidente dell’Ordine di Milano Roberto Carlo Rossi, nel riproporre la questione, si chiede di comunicare agli iscritti “se e quali iniziative nel dettaglio, intenda assumere, o auspicabilmente abbia già assunto, relativamente alle operazioni compiute dall’Enpam sui derivati, nei confronti dei responsabili”. La pronta risposta del presidente dell’Enpam, precisa che le iniziative legali di recupero sono partire lo scorso primo febbraio e hanno ottenuto per il momento due contestazioni formali ad intermediari con la relativa richiesta di risarcimento e che si stanno avviando le procedure per contestare altre quattro posizioni. Una risposta che tuttavia non soddisfa Rossi  che considera la riposta “troppo elusiva e generica”. Rossi precisa anche che avrebbe gradito maggiore incisività e tempestività per una vicenda così delicata e che comunque avvierà altre azioni. Oliveti, che replica immediatamente, precisa che “si sta facendo tutto il possibile”, sottolineando anche che “gli investimenti ereditati dalla passata gestione stanno andando molto meglio. Anche le informazioni date agli iscritti sono corrette” e che si sta lavorando “nell'interesse del pagamento delle pensioni ai medici. Più di quanto non sia mai stato fatto finora”.

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