Tumore al polmone, la tac a spirale riduce la mortalità. Veronesi: fra 40 anni guaribilità totale del cancro

Redazione DottNet | 04/02/2013 17:36

''La tac spirale a basse dosi riduce la mortalita' nelle persone ad alto rischio per il cancro al polmone, come i fumatori. Ha aperto la strada allo screening e diagnosi precoce del tumore al polmone e ora anche le linee guida emanate qualche giorno fa dall'American Cancer Society lo confermano, stabilendo che con questo esame puo' essere ridotta la mortalita' nei gruppi a rischio, e che tutti i medici clinici dovrebbero avviare una discussione sullo screening con i pazienti fumatori o ex fumatori''.

A spiegarlo l'oncologo Umberto Veronesi alla presentazione dello studio Cosmos II a Milano.  ''All'Istituto europeo oncologico - continua - abbiamo iniziato ad usare la tac spirale gia' 13 anni fa e si e' visto che grazie a questo esame si puo' ridurre la mortalita' per tumore al polmone nelle persone a rischio, perche' individua la presenza di noduli, anche piccoli, 7 volte di piu' rispetto alla radiografia del torace e senza mezzi di contrasto, in 10 secondi al massimo e a basse dosi di radiazione''. Attualmente senza diagnosi precoce, aggiunge Lorenzo Spiaggiari, direttore di Chirurgia toracica allo Ieo, ''dei 37mila nuovi casi di tumore polmonare diagnosticati ogni anno in Italia, piu' del 70% viene scoperto quando la malattia e' gia' in fase avanzata, spesso inoperabile e con poche possibilita' di guarigione. Con lo screening si possono rovesciare questi numeri''.  E a chi sostiene l'inutilita' della tac spirale, Veronesi e Spiaggiari rispondono: ''i risultati dello screening americano tagliano la testa a ogni polemica. Usciamo dal campanilismo. Si puo' riconoscere di avere sbagliato''.

''In 40 anni abbiamo quasi raddoppiato la curabilita' dei tumori a maggior diffusione: e' quindi ragionevole pensare che nei prossimi 40 arriveremo vicini alla guaribilita' totale'', aggiunge  Umberto Veronesi, che insieme a diversi oncologi di fama mondiale chiede ''un'azione globale immediata per salvare milioni di vite'', in occasione della giornata mondiale contro il cancro prevista per il 4 febbraio. ''Certo, e' un'affermazione che deve essere letta tenendo conto della complessita' e diversita' del cancro - aggiunge Veronesi - ci sono molti tumori, come quelli del seno, che possiamo guarire fino al 90% dei casi, e pochi altri per i quali siamo ancora pressoche' impotenti. Proprio in ragione della complessita' della malattia, la lotta contro il cancro da oggi non potra' che essere, non solo medica e scientifica, ma anche sociale, culturale e politica''. Il 4 febbraio gli oncologi, uniti, lanceranno ufficialmente un appello ai Governi ''affinche' prendano misure urgenti per contrastare il drammatico aumento dei malati di cancro''.

 

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