Pediatra rinviato a giudizio: avrebbe causato la morte di un bambino per negligenza e imperizia

Pediatria | Redazione DottNet | 31/01/2013 19:47

Avrebbe causato la morte di un bimbo di 17 mesi non diagnosticando una grave infezione batterica trasformatasi nel giro in poche ore in setticemia: il medico 51enne Domenico Tricarico, all'epoca dei fatti contestati, nel marzo 2010, in servizio presso il pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, e' imputato davanti al Tribunale monocratico con l'accusa di omicidio colposo. La perizia disposta dalla Procura ha escluso la responsabilita' del medico, ma secondo una consulenza disposta dalla parte civile, rappresentata dall'avvocato Mario Russo Frattasi, una diagnosi tempestiva e accurata avrebbe potuto salvare il bambino.

 Stando a quanto contestato al medico nel capo d'imputazione, il 24 marzo 2010 i genitori del piccolo lo avevano portato in ospedale a causa della febbre alta, nonostante l'assunzione di antipiretici (39,7 gradi), segni di infezione in atto (eruzioni cutanee sul viso e sull'addome), rinite, sonnolenza e scarsa reattivita'. In presenza di tali sintomi, il medico avrebbe ''omesso di eseguire anamnesi ed esame obiettivo approfonditi'' incorrendo cosi' ''in errore diagnostico''. Tra l'altro il bambino aveva una ''storia clinica di recenti ricoveri ospedalieri (nel dicembre 2009 e nel gennaio 2010) per gastroenterite infettiva'' e ''precedente clinico familiare di decesso di una cugina paterna, all'eta' di 11 mesi, per meningite fulminante''. Nonostante questi elementi, il medico - sempre secondo quanto contestato nel capo d'imputazione - aveva deciso di non ricoverare il bimbo e di non sottoporlo ad ulteriori accertamenti, senza praticare adeguate terapie e ''cagionandone la morte per colpa, consistita in negligenza, imprudenza e imperizia''.

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