Maculopatie, l’Aifa autorizza il Lucentis ma costa sessanta volte più dell’Avastin. Protestano gli oftalmologi. Piovella: sospetto il conflitto d’interessi

Oculistica | Redazione DottNet | 05/02/2013 20:24

''Gli studi scientifici hanno dimostrato che Avastin (bevacizumab) e Lucentis (ranibizumab), usati per il trattamento delle maculopatie, sono equivalenti per efficacia e sicurezza. L'unica differenza è di costo, visto che Lucentis, distribuito da Novartis, costa 60 volte più dell'altro. E poiché l'Aifa ha deciso di rimborsare solo quest'ultimo, i costi per il Ssn sanitario aumenteranno a dismisura e molti pazienti rischiano di rimanere senza terapia''. A denunciarlo oggi Matteo Piovella, presidente della Società italiana di Oftalmologia (Soi) in una conferenza stampa a Milano.  

 

 ''Una dose di bevacizumab costa 20 euro mentre dell'altro 1.200 euro - continua -. Di conseguenza, poiché in media i pazienti hanno bisogno di almeno 5 iniezioni, anche se in media sono 8-9 l'anno, già nel 2013 il Ssn arriverà a spendere 1 miliardo di euro. E poiché le indicazioni dell'Aifa hanno allargato la platea di utilizzatori del farmaco anche ai diabetici, sarà molto difficile che gli ospedali possano assicurare la terapia a tutti. Già in questi mesi molti pazienti ci hanno denunciato di non aver piu' ricevuto la terapia a base di Avastin e non aver ricevuto l'altra, perché non rientravano nelle indicazioni terapeutiche, vedendo peggiorare la loro vista''. Secondo le stime della Soi, ''200mila persone, di cui 90mila con maculopatia e 1110mila con edema maculare diabetico - rileva Piovella - rischiano di rimanere senza una cura. Gia' adesso per la mancanza di fondi in molte sale operatorie non si puo' assicurare la presenza dell'anestesista. Come faranno le regioni e gli ospedali ad assicurare un farmaco cosi' costoso con i vincoli di spesa?''. Quanto alle affermazioni di altri medici che hanno parlato di più rischi collaterali con Avastin, Piovella chiosa: ''bisognerebbe vedere quali sono i loro conflitti di interesse. L'Aifa e l'azienda hanno fatto confusione e terrorismo su questi dati. Solo in Italia si è fatta questa scelta, negli Usa e in Europa si usa l'altro farmaco meno costoso''.

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