L’Italia per la sanità spende meno degli altri Paesi europei. Ancora troppe differenze tra le regioni

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 05/02/2013 20:15

Oltre il 20% degli italiani ha più di 65 anni. E a fronte di una richiesta di salute che aumenta, la spesa sanitaria, pure tra le più basse d'Europa, cresce a un ritmo piu' elevato del Pil, e in alcune Regioni in percentuali piu' consistenti. E' in sintesi la fotografia scattata dal Country Report 2013, il primo documento di studio ed analisi dello stato di salute degli italiani, condotto dall’Associazione di iniziativa Parlamentare legislativa per la Salute e la Prevenzione, in collaborazione con l'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma, diretto da Walter Ricciardi  Il rapporto, presentato a Roma con l'obiettivo di diventare documento di lavoro per addetti e decisori politici, ha aggregato e analizzato i dati su conformazione della popolazione, principali patologie e stili di vita, guardando da vicino anche i trend di spesa del Servizio sanitario nazionale.  

 

Dallo studio emerge che il 10,3% degli italiani ha un'età tra i 65 e i 74 anni, mentre gli over 75, in prevalenza donne, sono il 10%. La Regione piu' longeva resta la Liguria, mentre la piu' giovane e' la Campania (che ha pero' il tasso piu' alto di mortalita' seguita dalla Sicilia). Ma a fronte dell'aspettativa di vita che continua a crescere, si registrano, soprattutto nella fascia di popolazione giovane, diffusi stili di vita 'a rischio', dal fumo al consumo di alcolici all'eccesso di peso.  E le risorse che lo Stato impegna per garantire i Livelli essenziali di assistenza sono cresciute complessivamente negli ultimi dieci anni di 61,8 miliardi. ''L'Italia spende in sanita' il 26,1% in meno rispetto a paesi come Francia e Germania, eppure tutte le regioni si avviano a chiudere il 2012 in deficit a causa della sanita'. A cio' si aggiunge inoltre il dato reso noto dal Censis secondo cui nello scorso anno 9 milioni di italiani hanno rinunciato totalmente o parzialmente alle cure per motivi economici'', dice Walter Ricciardi. Una situazione, si osserva nel rapporto, a macchia di leopardo, che impatta maggiormente sui soggetti piu' deboli e con minori reti familiari e sociali, che andrebbe risolta attraverso un maggior coordinamento delle politiche nazionali e locali. ''Negli ultimi 10 anni la spesa sanitaria pubblica e' cresciuta complessivamente di 61,8 miliardi di euro, passando dai 51,7 miliardi agli attuali 113,5 miliardi (se consideriamo la componente privata si arriva a 144 miliardi di euro), aumentando piu' velocemente della crescita economica, peraltro estremamente contenuta nel nostro Paese'', e le Regioni vanno in rosso proprio a causa della sanita', ha sottolineato anche Antonio Tomassini, presidente della commissione Sanita' del Senato, intervenuto alla presentazione dei dati.

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