Racca (Federfarma), appello alla classe politica: basta con le aggressioni alla categoria. La farmacia dovrà essere al centro dell’assistenza sanitaria

Redazione DottNet | 06/02/2013 21:10

Basta incertezze, basta caos normativo e tagli indiscriminati. E soprattutto basta con le ''aggressioni'' e con l'indicare i farmacisti e le farmacie come l'origine di tutti i mali. Federfarma, in un incontro aperto a tutte le forze politiche in vista delle elezioni, chiede che venga siglato ''un patto per la legislatura'' e che si smetta di incidere sulla spesa farmaceutica per fare cassa, limitando e demolendo la figura del farmacista e il ruolo della farmacia sul territorio. 

  Un appello accolto da tutti i politici presenti, dal segretario del Pdl Angelino Alfano al responsabile economico del Pd Stefano Fassina molto contestato pero' dalla platea che non ha troppo gradito nemmeno l'intervento di Renato Balduzzi, che in veste di ministro ha pure garantito che l'accordo sulla nuova remunerazione non si fara' ''senza condivisione con il settore'' e anzi, ha aperto le porte del ministero, gia' da domani, per iniziare a porre le basi per questo patto. La platea ha apprezzato soprattutto l'intervento del leader di 'Fare', Oscar Giannino, che ha sottolineato che la spesa da intaccare ''e' quella dove mangia la politica'', quella ''dei costi generali della sanita', dell'offerta ospedaliera'' e soprattutto ''delle forniture'', mentre bisogna smetterla di prendersela con il comparto farmaceutico che ''non e' il nemico'' e ha gia' pagato negli ultimi quattro anni oltre 11 miliardi al risanamento, che si sono tradotti in tagli ''all'innovazione e alla ricerca''.  Il segretario Pdl ha invece attaccato a testa bassa i ''blitz'' sul settore operati sia dalla sinistra (''se vince - ha detto - vi asfalta'') sia dal governo Monti che ''ha scaricato sulle farmacie il peso dell'invidia sociale'' colpendo con una operazione ''di maquillage'' taxisti e farmacisti lasciando invece ''liberi i piu' forti''. Il partito di Berlusconi, ha garantito anche Maurizio Gasparri, e' stato, e' e sara' a fianco delle farmacie. Anche perche', ha sottolineato anche Giulio Tremonti, candidato nelle liste della Lega con il suo movimento 3L, ''non e' con le lenzuolate che si fanno le vere liberalizzazioni''.  Nessun blitz, hanno ribattuto sia Fassina per il Pd sia Balduzzi, candidato con la lista Monti: l'attuale ministro ha difeso l'azione del governo che ha mirato ''a dare piu' respiro a un sistema un po' troppo ingessato''. E Fassina ha garantito che da parte dei democratici ''non ci saranno blitz anche se le posizioni non sempre coincideranno'' e che c'e' l'intenzione di cercare le condizioni per il dialogo ''che e' il miglior metodo di governo''. All'incontro ha partecipato anche il candidato premier di Rivoluzione civile Antonio Ingroia, che ha proposto da un lato di ''rivedere il sistema della remunerazione'' e ''smaltite le procedure per chi vuole aprire nuove farmacie''. Mentre bisogna pensare ad allargare la platea di esenti per i farmaci di fascia C, dai ''pensionati ai disoccupati, a chi ha un salario minimo come lavoratore''.

 Il ruolo della farmacia. ''Tutti gli esponenti politici hanno confermato attenzione alla farmacia, riconoscendone il ruolo svolto nel Servizio sanitario nazionale (Ssn), e dichiarato disponibilita' al dialogo e alla concertazione. Ed e' proprio la concertazione che noi chiediamo alla classe politica che uscira' dalle prossime elezioni. Senza concertazione non possiamo programmare il futuro della farmacia ne' come azienda ne' come servizio in continua evoluzione''. Lo ha sottolineato al termine dell'incontro con le forze politiche organizzato da Federfarma la presidente Annarosa Racca, sottolineando che ''la farmacia italiana e' una grande azienda che si occupa della salute del cittadino e puo' dare un grande contributo al miglioramento dell'assistenza sanitaria in un quadro di corretto uso delle risorse''.   I farmacisti hanno proposto alla politica un patto per l'assistenza farmaceutica, che metta al centro il cittadino con le sue esigenze di salute e che restituisca al sistema farmacia un nuovo equilibrio, con il contributo di tutti i soggetti coinvolti, raccogliendo l'impegno, da parte di tutte le forze politiche, ad ''evitare in futuro qualsiasi forma di blitz nel momento in cui si adottano provvedimenti che comportano conseguenze per la farmacia e per lo svolgimento del servizio farmaceutico''.  ''Dove non arriva il Ssn c'e' la Farmacia e dove c'e' la Farmacia c'e' il Ssn'' ha detto Alfredo Orlandi, presidente dei titolari rurali ricordando che nei piccoli comuni sono spariti negozi di alimentari, uffici postali, scuole, caserme dei carabinieri, parrocchie e ambulatori medici e l'unica presenza dello Stato solidale ed universalistico e' rappresentata dalla farmacia. ''Se la farmacia deve continuare ad essere la parte del Ssn piu' vicina al cittadino - ha concluso - confidiamo che i politici accolgano la nostra disponibilita' a collaborare per ricercare insieme le soluzioni migliori e rendere il servizio ancora piu' efficiente''.

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