Epatite C, in arrivo nuove cure più efficaci

Redazione DottNet | 04/11/2008 18:44

epatite medicina

Novità nella cura dell'epatite C, malattia che conta 180 milioni di malati nel mondo, di cui 1 milione e ottocentomila in Italia, arrivano da alcuni studi presentati all'American Association for the Study of the Liver Disease, in corso a San Francisco.

Una ricerca italiana presentata da Massimo Colombo, Direttore della Ia divisione di Gastroenterologia e del centro A.M. Migliavacca per lo studio del fegato, presso l'Università di Milano ha dimostrato tassi di guarigione superiori nei pazienti trattati con Peginterferone alfa-2a più ribavirina rispetto a quelli trattati con peginterferone alfa-2b/ribavirina. La differenza è risultata ancora più pronunciata nei pazienti infettati dai genotipi 1 o 4. Nuovi dati mostrano che il trattamento prolungato con peginterferone alfa-2a e ribavirina offre maggiori possibilità di guarigione. E il prolungamento è ben tollerato e non comporta rischi superiori. Risultati positivi sono emersi anche da studi che hanno verificato come sia possibile predire la risposta del paziente nelle fasi iniziali del trattamento. Uno studio ha mostrato che i pazienti mai curati con genotipo 1 o 4 con una risposta virologica precoce entro la settimana 12 hanno maggiori chance di guarigione e minori chance di recidivare, prolungando la durata del trattamento a 72 settimane. Novità anche per i pazienti recidivanti, in cui il virus si ripresenta entro sei mesi dalla fine del trattamento, cioè nel periodo di follow-up senza trattamento. Una ricerca tedesca ha evidenziato che la metà di questi pazienti (54 su 107) può raggiungere la guarigione dopo un nuovo corso di 72 settimane con peginterferone alfa-2a e ribavirina. La risposta virologica rapida (RVR) dopo le prime 4 settimane è risultata predittiva della guarigione: il 97% dei pazienti risultavano guariti al termine del follow-up. Sui 'non responders', cioè i pazienti che non rispondono a un corso iniziale di trattamento di combinazione di almeno 12 settimane si è concentrato Repeat uno studio che ha esaminato gli effetti del ritrattamento con peginterferone alfa-2a e ribavirina per 72 settimane. L'analisi primaria ha mostrato il più alto tasso di risposta pari al 16% vs 8%, con 48 settimane e la risposta alla settimana 12 e' risultata altamente predittiva: il 57% dei pazienti è guarito.