Cinquecento malati attendono che l’Aifa fissi il prezzo del pirfenidone. Intanto le cure sono bloccate

Redazione DottNet | 11/02/2013 15:20

Sono in attesa che l'Aifa, l' Agenzia italiana del farmaco, fissi il prezzo (e quindi consenta la sua distribuzione in farmacia) del pirfenidone, il nuovo farmaco orale in grado di rallentare la malattia, i circa 500 pazienti italiani di fibrosi polmonare idiopatica, la patologia respiratoria rara più frequente in Italia. Lo ricorda Sergio Harari, direttore della Pneumologia dell'Ospedale San Giuseppe di Milano e Presidente del Congresso Internazionale sulle Malattie polmonari rare conclusosi sabato a Milano.  

Con la fibrosi polmonare idiopatica, spiega Harari, il tessuto piu' profondo dei polmoni inizia a ispessirsi e a spaccarsi. La prognosi e' grave, con una mortalita' a cinque anni dalla diagnosi del 50-70%, simile, se non superiore, a quella di alcuni tumori.  ''Il pirfenidone - precisa lo pneumologo milanese - disponibile in Giappone dal 2008 e in alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia dove dal 2011 e' dispensato gratuitamente dalla casa produttrice per uso compassionevole, e' un farmaco antiproliferativo, in grado di bloccare la crescita del tessuto connettivo. Il primo che abbia mostrato di poter rallentare la progressione della malattia. Ma dallo scorso ottobre l'azienda ha cessato di distribuirlo gratuitamente, e si attende ancora che l'Aifa stabilisca il prezzo per la sua distribuzione nelle farmacie''.

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