Convegno 2 / L'Ue riflette sulle responsabilità mediche

Redazione DottNet | 31/07/2008 16:42

''La responsabilità medica, una sfida crescente. Soluzioni nazionali e europee''. Questo il titolo della conferenza organizzata a Strasburgo dal Consiglio d'Europa.

E' la prima conferenza sul tema a livello europeo e potrebbe già aver generato i primi risultati concreti. Due le ipotesi. Costituire una piattaforma permanente a livello europeo che vedrebbe collaborare tutti gli stakeholders: medici, giuristi, assicuratori, enti statali, rappresentanti della società civile nella ricerca di soluzioni. Oppure che il Consiglio d'Europa elabori una raccomandazione che in particolare richiederebbe agli Stati membri del Consiglio di adottare soluzioni alternative per i casi di ''malasanità''. ''L'Italia deve lavorare sodo su questo fronte'', dice il professore di diritto privato comparato alla scuola superiore di Sant'Anna, Giovanni Comande, uno dei relatori alla conferenza. ''Abbiamo gli strumenti per farlo, quello che manca al momento è il dialogo tra medici, giuristi, pazienti e enti locali (Regioni) necessario ad elaborare i meccanismi di conciliazione''. Attualmente quasi il 90% dei casi di ''responsabilità medica'' viene trattato da una corte e questo ha come conseguenza innanzitutto l'allungamento dei tempi necessari ad ottenere un risarcimento. ''Attualmente il paziente nella maggior parte dei casi riceve le informazioni da un avvocato, ma questo ruolo dovrebbe svolgerlo la Regione, che è l'ente che ha anche il maggior interesse a ridurre la conflittualità tra ospedali e pazienti visto che e' il soggetto che paga tutti i conti: le assicurazioni, i medici, i medicinali''. ''In Italia'' sottolinea Comande' ''c'è un forte bisogno di un intervento a livello locale e nazionale, è necessario mettere mano al sistema, possibilmente con interventi uniformi, anche se non necessariamente centralizzati''. ''Va potenziato e responsabilizzato l'ordine dei medici'', avverte Comande', ''ma soprattutto si deve capire che non ci si può improvvisare esperti di gestione dei rischi medici, come attualmente accade in Italia e che'' conclude Comandè ''il ruolo dei giuristi nello studiare e implementare la gestione dei rischi è imprescindibile''.

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