Derivati Enpam, l'Ente chiede i danni alle banche

Redazione DottNet | 19/02/2013 16:03

enpam medicina-generale pensione previdenza

Derivati, tocca all’Enpam:  c'è da raccontare, come riporta il Sole24ore del 9 febbraio scorso, una nuovo capitolo della "Enpam story", ente pensione dei medici italiani (353mila iscritti, 88mila pensionati e 12,5 miliardi di patrimonio).   Dai documenti consultati (anagrafica dei prodotti finanziari), emerge che dal 2001 al 2008 la cassa previdenziale, sotto la presidenza di Eolo Parodi, ha acquistato 13 strutturati per un valore complessivo di 678 milioni. Advisor delle operazioni? Gdp ovvero Géstion de patrimoines, società elvetica sbucata anche nella storia Alexandria-Mps (vedi Plus24 di sabato scorso).

Nelle schede anagrafiche di tali prodotti finanziari c'è il nome di Roberto Villa, già socio di Romano Binotto in Gdp: l'azienda con base a Losanna e succursuali a Lugano e Milano è stata cancellata dal registro elvetico ma ora è risorta con il nome Gfg, Group financier de géstion.  Fra gli advisor utilizzati da Enpam fino al 2008 vi era anche Green Securities, società in liquidazione, di cui nel 2007 è stato vicepresidente e direttore Stefano De Nart che aveva lavorato in precedenza in Ab fin, azienda svizzera finita in bancarotta per un buco da 20 milioni. La cassa dei medici ha chiesto consulenza a Green Securities su quattro strutturati per un controvalore di 90 milioni: il contatto (nell'anagrafica) era Sara Facchinetti che nel 2007 era il vicedirettore della società svizzera.  Sommando i derivati acquistati via Gdp e Green Securities tocchiamo dunque quota 768 milioni di euro. Sugli investimenti Enpam stanno indagando il pm Corrado Fasanelli del pool reati finanziari di Roma guidato dal procuratore aggiunto Nello Rossi. Inchiesta avviata dopo l'esposto di cinque ordini dei medici (Bologna, Catania, Ferrara, Latina e Potenza) presentato nel maggio 2011, che ha portato alle dimissioni di Parodi.  Interpellati sui 17 strutturati, da Enpam fanno sapere che hanno avviato un monitoraggio su tutti i prodotti finanziari complessi e non solo su quelli intermediati da Gdp e Green Securities. Dei 17 nella tabella sopra, uno (da 50 milioni) è scaduto in gennaio e ha comportato un rendimento medio annuo del 2,3%. Un altro non è più in portafoglio: è l'Irish Life Permanent del valore di 18 milioni. Gli altri sono ancora in essere e l'ente, parte lesa nell'inchiesta, sta valutando (in un caso già è stato fatto) di avviare azioni legali per eventuali risarcimenti. Sulla questione strutturati e casse ci sono altri due organismi che vigilano: la Commissione parlamentare presieduta da Giorgio Jannone, che ha elaborato un corposo dossier sull'universo degli enti pensionistici, e la Covip, authority della previdenza, che ha ricevuto dal Governo Berlusconi nel 2011 il mandato di vigilare anche sulle casse (oltre ai fondi pensione complementari). «Covip già da tempo – fanno sapere dall'authority – sta ponendo attenzione su portafogli di enti previdenziali che presentano particolari complessità (obbligazioni strutturate)». L'auspicio è che ora si puntino i riflettori pure sugli advisor e sui broker che hanno suggerito queste tipologie d'investimento.

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Fonte: sole24ore