Contenzioso medico-legale: secondo le società scientifiche si devono usare per i medici gli stessi provvedimenti applicati ai magistrati che sbagliano

Redazione DottNet | 18/02/2013 15:53

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La Fism ritorna sul tema delle “responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” e in particolare sulle linee guida e sulle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica internazionale di cui i giudici “dovrebbero tener conto nell’accertamento della colpa lieve nell’attività del medico”. Come si ricorderà nel corso del convegno Merqurio "Toghe in corsia" si è discusso a lungo proprio del problema legale con un parterre di grande rilievo (clicca qui per vedere le video interviste dedicate all’argomento).

“L’aspetto positivo che emerge - puntualizza il Presidente Vimercati - è che si faccia finalmente riferimento a linee guida accreditate dalla comunità scientifica nazionale, riconoscendo implicitamente quel compito che le società medico-scientifiche svolgono, in alcuni casi, da più di 100 anni” (clicca qui per scaricare il documento della Fism sulla responsabilità professionale).  Secondo FISM, tuttavia, manca ancora un passaggio indispensabile, in quanto bisogna finalmente “definire il loro percorso di accreditamento” presso le Istituzioni. FISM propone, quindi, che per i medici si utilizzi la stessa logica che si usa per i magistrati che "sbagliano". Il Tesoriere Piovella si chiede infatti: "Esiste una valida ragione per la quale il bene “giustizia” debba essere ritenuto più rilevante del bene “salute” oppure è indiscutibile che si debba garantire con le stesse regole anche chi ogni mattina va a lavorare in ospedale, con una struttura organizzativa spesso inadeguata che crea inefficienza, ponendo comunque la propria professionalità a disposizione di tutti e rischiando costantemente il proprio patrimonio personale?". Cinque sono le proposte di FISM per arginare la diffusione “della cosiddetta medicina difensiva” e riposizionare l’Italia al livello delle altre nazioni europee:  

1) far emanare e aggiornare le linee guida da soggetti accreditati dal sistema sanitario. E’ quindi necessario applicare i requisiti per l’accreditamento delle società medico-scientifiche.


2) Modificare ed integrare il decreto Balduzzi per qualificare le linee guida come uno degli elementi – e non l’unico – di cui il giudice dovrà tener conto nell’accertamento della responsabilità professionale, senza dimenticare di considerare anche i protocolli operativi emanati dalla struttura coinvolta.


3) Definire in maniera chiara e inequivocabile i concetti di “colpa grave”, “atto medico” e “colpa lieve”, come già avviene per i magistrati.


4) Inserire limiti più adeguati all’entità dei risarcimenti, in modo da porre rimedio al pericoloso trend di svuotamento che sta penalizzando molte scuole mediche di specialità, soprattutto chirurgiche.


5) Introdurre una norma che preveda, nei procedimenti riguardanti l’area sanitaria, l’utilizzo obbligatorio di Consulenti Tecnici d’Ufficio provenienti da società medico-scientifiche accreditate presso le istituzioni..

  L’applicazione di queste proposte – assicura la Fism – permetterebbe di arginare la diffusione “della cosiddetta medicina difensiva” e riposizionerebbe l’Italia al livello delle altre nazioni europee “grazie a regole certe, a una normativa moderna e intelligente e alla possibilità di eliminare tutte quelle zone di discrezionalità interpretativa che hanno reso il nostro Paese un esempio negativo da non imitare”.

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Fonte: Fism