Tdm, difficile l’accesso ai farmaci salvavita contro l’epatite C. Regioni responsabili

Redazione DottNet | 21/02/2013 11:59

Dopo 2 mesi dalla possibilita' di accedere ai nuovi farmaci salvavita ''rivoluzionari'' contro l'Epatite C, e 18 mesi di attesa perche' questa decisione venisse presa, i cittadini non possono ottenerli se non a fronte di forti limitazioni. A denunciarlo le associazioni Cittadinanzattiva-Tdm e Epac (associazione dei pazienti con epatite e malattie del fegato).  La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e' infatti avvenuta due mesi fa e prevede, spiegano le associazioni, la rimborsabilita' a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Questa decisione avrebbe garantito ai cittadini l'accesso gratuito ad una terapia ''rivoluzionaria e salvavita''. Purtroppo, ''per responsabilita' delle Regioni - denunciano le organizzazioni - si continuano a registrare ostacoli e difficolta' per accedervi, ed inspiegabili ritardi nella adozione di decisioni''. La delibera Aifa, infatti, prevede che i nuovi farmaci siano prescritti a carico del SSN soltanto dalle strutture sanitarie specificatamente individuate da ciascuna Regione, ma ad oggi alcune Regioni ''non hanno ancora nemmeno deliberato quali siano i centri prescrittori autorizzati''. Da una prima ricognizione di Cittadinanzattiva ed Epac Onlus, risultano inadempienti Calabria, Emilia Romagna, Marche, Sardegna, Sicilia. ''Chiediamo - concludono le due Associazioni - che tutte le Regioni inadempienti attivino immediatamente tutte le procedure amministrative per garantire l'accesso tempestivo da parte dei pazienti alle nuove terapie, e che il ministero della Salute nella sua funzione di garante dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, intervenga subito sulle Regioni che ad oggi risultano inadempienti''.

Fonte: tdm

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