Ricetta elettronica, è scontro in Puglia tra la Fimmg e la Regione. Interviene Milillo

Redazione DottNet | 21/02/2013 15:10

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“Esprimo la più ampia solidarietà alla Federazione regionale della Puglia che in queste ore è fatta oggetto di risposte ingiustamente intimidatorie da parte della Regione”. E’ quanto afferma, Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg in merito all’agitazione dei medici di base pugliesi contro la ricetta elettronica.

 “Le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute, che attribuisce alla Fimmg motivazioni dello sciopero mai esplicitate, finiscono per apparire come un tentativo di sfuggire alle responsabilità in merito alle carenze assistenziali denunciate dai medici, che sono l’unico vero motivo dell’iniziativa sindacale. Non riteniamo opportuno creare un clima inutilmente e immeritatamente aggressivo nei riguardi di una categoria che da sempre ha interpretato con responsabilità il ruolo sindacale, indirizzandolo sempre a favore dell’assistenza.  L’azione sindacale ha come unico obiettivo quello di sollecitare un confronto nel merito fino ad ora negato – ha sottolineato Milillo -. Apprezziamo l’apertura del presidente Vendola che troverà la Fimmg Puglia disponibile. Il problema sui  diritti di rappresentanza, posta in modo autoreferenziale, sbagliato e destruente dalla componente funzionariale e non da quella politica, ha dichiarato Giacomo Milillo, deve risolversi con interpretazioni condivise: è questa la posizione della Fimmg Nazionale già da settimane sostenuta da tutte le segreterie regionali del sindacato compresa quella pugliese. Abbiamo scritto al coordinatore della Commissione salute, l’assessore Luca Coletto, per esplicitare il problema auspichiamo che a breve le Regioni accettino un confronto costruttivo che possa concludersi positivamente con soddisfazione di tutte le parti”. Lo sciopero ha provocato la reazione dell’assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia Ettore Attolini che ha già scritto ai Prefetti e alla Commissione di garanzia sulla legge dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, contestando le modalità di attuazione dello stato di agitazione della Fimmg: “La protesta dei medici di base della Fimmg è illegittima. Lo stato di agitazione proclamato, con la conseguente sospensione dell’invio delle "ricette elettroniche" è inammissibile secondo la legge sullo sciopero nei pubblici servizi”. "I medici di base – spiega l’assessore – possono fare sciopero, ma non ostruzionismo, violando precisi accordi e codici di autoregolamentazione". "Lo stato di agitazione - prosegue Attolini - apparentemente motivato da questioni generali sulle quali c’è sempre stato dialogo e che vede puntuali forme di consultazione, sembra infatti essere motivato da una nota della Regione Puglia con la quale si dispone che i medici di base impegnati in attività sindacale, debbano provvedere direttamente al pagamento dei propri sostituti per le ore di lavoro, come peraltro previsto da una sentenza del giudice del lavoro, recepita dal Sisac (la struttura interregionale dei sanitari convenzionati), cui devono adeguarsi tutte le Regioni italiane". Sulle questioni generali sollevate dal sindacato, si sottolinea ancora che la Regione ha già sottoscritto "il più avanzato accordo integrativo fra Regioni e medici di medicina generale in Italia", così come definito dal segretario regionale della Fimmg. L’accordo ha fatto sperimentare in Puglia avanzate forme di assistenza ai cittadini nei territori, attraverso l’aggregazione dei medici di base, una formula che oggi il ministro Balduzzi vuole estendere a tutto il sistema sanitario regionale. Pertanto, la questione si basa su fatti che non hanno alcuna relazione con l’Assessorato, né con l’assistenza ai cittadini, né con la programmazione sanitaria regionale. La protesta che blocca di fatto l’invio delle ricette elettroniche nasce, secondo la Fimmg, per la 'mancata attivazione dei servizi territoriali, indispensabili all'indomani della chiusura degli ospedali. “I cittadini sempre più lamentano difficoltà a ottenere le prestazioni nei tempi e nei modi dovuti. Tutto ciò ha causato un abbassamento dei livelli essenziali di assistenza, delle cure territoriali e domiciliari'', dicono al sindacato.  Nonostante le ripetute sollecitazioni al Governo regionale, lamenta Fimmg Puglia, ''nessuna risposta sinora è stata fornita alle nostre richieste e proposte di sviluppo di un potenziamento dell'assistenza territoriale e della medicina generale. Inoltre - continua - la Regione ha unilateralmente e autonomamente adottato modelli di gestione delle patologie croniche, senza coinvolgere gli operatori, ma con un notevole impegno di risorse economiche e senza corrispondenti risultati assistenziali''. A tutto questo si aggiunge, prosegue, ''il sovraccarico burocratico, che sottrae tempo all'attività del medico. Mancano collaboratori di studio e infermieri senza cui non è possibile avviare i nuovi servizi territoriali''. Se il Governo regionale dovesse continuare ''nell'atteggiamento di mancato confronto - conclude - Fimmg Puglia è pronta ad una grande manifestazione e l'eventuale astensione dall'attività lavorativa''.

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fonti: Fimmg, regione Puglia