Gb, le sigarette elettroniche in vendita come farmaci. Italia contraria

Redazione DottNet | 21/02/2013 16:54

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In Italia ci sono dubbi, in altri Paesi come Canada e Australia le hanno messe al bando, mentre in Gran Bretagna l'agenzia regolatoria sta valutando se considerare le sigarette elettroniche come medicina che aiuta a smettere di fumare. A spiegarlo e' la rivista 'New Scientist'.  Un'azienda di Manchester, comprata lo scorso dicembre dalla British American Tobacco, sta sviluppando un nuovo modello di questo prodotto da sottoporre all'agenzia regolatoria, e se approvato, potrebbe essere la prima sigaretta elettronica 'medica' approvata nel mondo.

La prima fase del processo di approvazione dovrebbe concludersi entro i prossimi due mesi e l'intero processo entro l'anno. L'agenzia inglese vorrebbe regolamentare questa sigaretta elettronica come medicina, il che significa che potrebbe essere prescritta dai medici e venduta come aiuto per smettere di fumare in negozi e farmacie. A influire sulla decisione inglese potrebbero essere gli studi, come l'ultimo partito a settembre in Nuova Zelanda, che dovrebbe produrre i suoi risultati entro fine anno, e in cui le sigarette elettroniche e i cerotti alla nicotina verranno messi a confronto con 657 fumatori.

L'orientamento italiano. No delle commissioni Affari sociali e Politiche Ue della Camera alla bozza di direttiva europea che imporrebbe il bando alle sigarette slim introducendo l'obbligo di anonimato per tutti i pacchetti di ''bionde''. Il no di Montecitorio sul documento segue quello espresso il mese scorso dalle analoghe commissioni di Palazzo Madama. Le proposte contenute nella direttiva Ue, e' la posizione del Parlamento italiano, finirebbe con il favorire il mercato illecito e violerebbe il principio di sussidiarieta', determinando una netta distorsione del mercato interno europeo. Le commissioni esprimono poi preoccupazione per l'assenza di una chiara regolamentazione dei prodotti di nuova generazione, potenzialmente meno dannosi per la salute, ma puntano il dito anche sulla mancanza di disposizioni relative alla vendita delle sigarette elettroniche. ''Con lo scopo apparente di elevare il livello di protezione della salute, la proposta di direttiva introduce, piu' in generale, severe restrizioni all'immissione sul mercato di prodotti a rischio ridotto o di nuova generazione, che potrebbero disincentivare investimenti in ricerca, innovazione e sviluppo e impedire agli Stati membri di introdurre una politica sanitaria di riduzione del rischio derivato dal fumo'', si legge nel parere approvato a Montecitorio.

Fonte: new scientist, camera dei deputati