Il modello farmacia va rivoluzionato: i pareri degli esperti di marketing in un workshop a Pisa

Farmacia | Redazione DottNet | 25/02/2013 15:40

Un modello, quello della farmacia attuale che va rivoluzionato. Puntando su nuove risorse che dovranno necessariamente compensare le perdite accusato dal farmaco rimborsato dopo i tagli di spesa e il calo dei prezzi. A dare una mano saranno le nuove leve del marketing, come evidenziato dal workshop organizzato venerdì scorso a Pisa da Laboratorio Farmacia (il think tank fondato da Franco Falorni, commercialista e docente di economia d'impresa) per parlare di futuro del canale tra  mercato e professione.

Andrea Manfrin, docente della Medway school of Pharmacy dell'Università del Kent e coordinatore della sperimentazione sul Mur inglese (Medicines use review) che ha realizzato in 80 farmacie di quattro province, su iniziativa della Fofi con la collaborazione delle Federfarma, non ha dubbi  “Per ogni dollaro che investe sul farmacista - ha detto Manfrin citando una ricerca statunitense - il sistema sanitario ne guadagna dai 4 ai 7”. Secondo Manfrin occorre investire sui servizi diretti a migliorare efficacia e appropriatezza delle terapie, un tema che vede sempre più sensibili gli amministratori dei sistemi sanitari perché le ricerche dicono che fino al 33% dei ricoveri ospedalieri è causa diretta o indiretta di cure farmaceutiche interrotte o portate avanti saltuariamente. Diverse le argomentazioni di Nicola Posa, senior partner di Shackleton Consulting: “Oggi – afferma - l'area di libera vendita della farmacia rappresenta mediamente il 40% del giro d'affari. Anche senza fare niente arriverà al 50% nel giro di pochi anni perché l'etico sta arretrando, ma un conto è giungerci per passività e un altro invece è arrivarci perché si è lavorato per aumentare il cassetto: se oggi il fatturato medio dell'etico ammonta a circa 1,2 milioni di euro e quello dell'area di libera vendita a 670mila euro, dico che è possibile aumentare quest'ultimo di 350mila euro per fare 50 e 50 tra i due mercati”. Per Posa il marketing va adoperato in maniera oculata: “Nella Gdo, per esempio – dice Posa -, le promozioni alimentano il 30% del giro d'affari mentre nella farmacia non raggiungono lo 0,2%”. “Se solo si salisse al 10% - aggiunge ancora  Posa - entrerebbero in farmacia 170mila euro in più all'anno”. Ma le promozioni non bastano: “Occorre fare scelte importanti – conclude Posa -. Mettete da parte la negatività e armatevi di coraggio”. Combattere il pessimismo, dunque: “Chi si sente già sconfitto o crede che il cambiamento sia una contingenza insopportabile chiuda la farmacia e se ne vada – consiglia Franco Farlorni, commercialista e docente di economia d'impresa -.  L'impresa è una giostra che non smette mai di girare, è un animale che come tutti ha il suo ciclo di vita: nasce, matura e poi declina. Quando inizia la fase del declino arriva il bivio: o si accetta la morte oppure si cambia, si evolve. La farmacia oggi è a questo bivio”.

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Fonte: laboratorio farmacia

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