La farmacia fa sconti: è ormai una pratica diffusa dopo il decreto liberalizzazioni

Redazione DottNet | 26/02/2013 19:05

Se non sono saldi poco ci manca: i prezzi scontati sono diventati ormai una costante in farmacia con un range che oscilla dal 10 per cento in su, in base anche al prodotto. Ribassi che diventano una regola con le parafarmacie: in alcuni iper mercati gli sconti hanno ormai una cadenza fissa, in genere partono ogni venerdì e riguardano un po’ tuti i prodotti. Per esempio la scorsa settimana in un grande centro presente in tutta Italia con marchio francese aspirine e antipiretici avevano un ribasso del 20 per cento.

 Per la cosmesi si andava anche oltre.  Si tratta, in effetti, di una conseguenza del decreto liberalizzazioni che prevede, tra le altre cose, “per agevolare l’accessibilità dei cittadini ai servizi farmaceutici, che le farmacie possano praticare sconti sui tutti i farmaci e prodotti direttamente pagati dai clienti, dandone adeguata informazione, oltre che svolgere il servizio in turni e orari diversi da quelli obbligatori”. In farmacia insomma si sta assistendo ad una svolta epocale che non riguarda solo le  aperture fuori orario e no-stop anche nei festivi, ma, appunto, anche i ribassi su farmaci da banco. C’è da dire che l’apprezzamento da parte dell’utenza è notevole, com’è facilmente immaginabile, soprattutto in un momento di difficoltà come questo. Ed infatti il 2012 è stato un anno difficile per il comparto dei farmaci senza obbligo di ricetta: i dati indicano infatti un calo dei consumi del 5.4% e una contrazione della spesa del 3.7%, dice l’ Anifa, l'associazione nazionale dei produttori di farmaci da automedicazione.  Tuttavia, grazie al delisting (i provvedimenti di riclassificazione da farmaco con obbligo di prescrizione non rimborsabile a farmaco senza obbligo di prescrizione) di oltre 350 confezioni di farmaci, il mercato dei senza ricetta tiene con una diminuzione più contenuta dei consumi (-1,6%) e una crescita dei fatturati (+2,5%) rispetto al 2011.  In particolare, si osserva una contrazione delle vendite del 5,1% del numero di confezioni di farmaci di automedicazione o Otc (per cui è consentita la comunicazione al grande pubblico) con un fatturato di 1.675 milioni di euro, in calo del 2,8%, mentre si registra un tracollo delle vendite per i Sop (quelli senza obbligo di prescrizione per i quali non è però consentita comunicazione al cittadino) con una contrazione del 6,2% delle vendite (87,5 milioni) e del 5,6% della spesa (717 milioni).

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Fonte: interna

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