Niente fondi per gli aumenti di stipendio ai dipendenti pubblici. Pronto il decreto che proroga lo stop ai contratti. La Cosmed diffida il Governo

Redazione DottNet | 27/02/2013 13:52

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Niente fondi per garantire l’aumento di stipendio a 3 milioni di dipendenti pubblici, tra cui quelli della sanità. Per questo, come ultimo atto, il Governo Monti si starebbe preparando ad approvare un decreto congiunto Funzione Pubblica-Economia che proroga lo stop dei contratti e la corresponsione dell’indennità di vacanza anche per il 2013 e il 2014.

Lo scrive Italia Oggi, secondo cui il decreto stabilirebbe, appunto, che  "non si dà luogo, senza possibilità di recupero, alle procedure contrattuali e negoziali ricadenti negli anni 2013-2014 del personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche cosi come individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009 n. 196 e successive modificazioni". Inoltre, "in deroga  alle previsioni di cui all'articolo 47 bis, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2011, n. 165 e successive modificazioni, e all'articolo 2, comma 35 della legge 22 dicembre 2008, n. 303, per gli anni 2013 e 2014 non si dà luogo, senza possibilità di recupero, al riconoscimento di incrementi a titolo di indennità di vacanza contrattuale che continua a essere corrisposta nelle misure di cui all'articolo 9, comma 17, secondo periodo, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78/2010”. Mentre “l'indennità di vacanza contrattuale relativa al triennio contrattuale 2015-2017” sarà “calcolata secondo le modalità e i parametri individuati dai protocolli e dalla normativa vigenti in materia". “Con l'ennesimo colpo di mano il Governo sta preparando un decreto legge per prorogare il blocco delle retribuzioni e dei contratti dei dipendenti del pubblico impiego a tutto il 2014, estendendolo fino a coprire un periodo di 5 anni, quasi due tornate contrattuali. L'intenzione è di sopprimere perfino l'indennità di vacanza contrattuale, cosa mai avvenuta in passato”, dicono alla Cosmed che si prepara ad una battaglia contro il provvedimento. “Le previsioni legislative vigenti, pur non escludendo tale eventualità, prevedono una consultazione delle Confederazioni Generali ad oggi mai avvenuta. Per di più, la proroga del blocco è prevista all'interno di un insieme di provvedimenti fiscali e contributivi da attuare solo in caso di necessità. Evidentemente il vantato pareggio di bilancio e le dichiarazioni del Governo che, durante l'intera campagna elettorale, escludevano la necessità di ulteriori manovre non appartengono più all'attualità”. “La tempistica post elettorale e l'invadenza di un Governo in scadenza su decisioni che ormai non gli competono – aggiungono alla Cosmed -  renderebbero l'iniziativa particolarmente sconcertante. Passata la tregua elettorale ritorna la coazione a ripetere del passato”. La Cosmed a questo punto ha deciso di  diffidare il Governo dall'assumere iniziative improprie e penalizzanti il pubblico impiego, nel quale sono compresi sistemi di tutela di diritti quali salute ed istruzione, che ha già pagato un prezzo elevato alla crisi economica ed alle manovre finanziarie di tecnici e politici, in termini di riduzione dell'occupazione, peggioramento delle condizioni di lavoro, perdita del potere di acquisto delle retribuzioni.

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Fonte: Cosmed