In Italia è boom di mutue integrative. E intanto dentisti e medici di base aprono studi negli iper mercati

Redazione DottNet | 04/03/2013 15:56

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Da tempo gli osservatori avevano previsto che con un sistema sanitario in difficoltà, con i tempi di attesa che crescono e i ticket che aumentano, sarebbe tornato in auge il meccanismo delle mutue integrative.  Un servizio aperto a tutti, grazie alla possibilità di potersi iscrivere senza limiti, al contrario delle assicurazioni che sono legate  al contratto di lavoro (per esempio giornalisti e manager aziendali).

A fare la parte del leone in questo settore sono le Coop che in diverse regioni hanno appunto avviato un iter di questo tipo. Come ha fatto nei giorni scorsi in Liguria e in Emilia Romagna – a Bolzano il servizio è attivo già da diversi mesi - dove ha messo a punto un progetto regionale per assicurare, attraverso un contributo che può andare da 20 a 200 euro, un aiuto ai cittadini che hanno bisogno di prestazioni sanitarie. Il meccanismo funziona e soprattutto piace agli utenti, tanto che stanno giungendo richieste anche da altre regioni, con la Sicilia pronta alla partenza.  Il sistema ligure prevede tre fasce di prezzo per iscriversi: 25-30 euro, 40-50 euro, 150-200 euro all'anno con diverse modalità di erogazione del servizio, cioè  uno sconto (fino al 25%) in strutture sanitarie convenzionate, fino ad una copertura che imita le assicurazioni di settore con  rimborso parziale o totale del ticket o delle prestazioni private. Al momento in Italia operano circa cento mutue integrative con 450mila sottoscrittori, vale a dire  un milione di assistiti. La spesa annuale ammonta a circa 300milioni prelevati dalle quote soci, in pratica l'1% della spesa sanitaria privata degli italiani, stimata in  30 miliardi compresi  ticket farmaceutici e ambulatoriali. Per fornire un’ulteriore agevolazione agli utenti, si sta anche studiando la possibilità di far entrare i medici negli iper mercati, come sta progettando la Coop Adriatica,  socia di una cooperativa di dentisti che il 23 febbraio ha aperto lo studio all'ipermercato di Imola e che presto esporterà il modello  a Bologna e in Romagna entro l'anno con l’obiettivo d’introdurre tariffe calmierate. Anche i medici di base stanno attuando una politica del genere, con precursori  al Carrefour di Asiago o al Marco Polo di Modena. In alcuni casi le Asl hanno aperto centri prelievi accanto ai supermarket per ridurre i tempi e far risparmiare ai cittadini. La crisi è anche questa.

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Fonte: interna