Gli immigrati consumano gli stessi farmaci degli italiani: lo rivela l’Iss

Redazione DottNet | 04/03/2013 17:35

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Poche le differenze tra immigrati e italiani nel consumo dei farmaci. Rispetto agli italiani, gli immigrati usano piu' antidiabetici (1,6% contro 1,1%), gastroprotettivi (10,3% contro 8,7%) e antiinfiammatori (11,3% - 8,3%), mentre gli italiani adoperano piu' farmaci contro l'ipertensione (7,6% - 6,5%), ipercolesterolemia (2,4% - 1,9%), asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (12,2% - 8,1%), depressione (3,9% - 2%), e antibiotici (36,6% - 31,9%).  E' quanto emerge dal volume 'Farmaci e immigrati: Rapporto sulla prescrizione farmaceutica in un paese multietnico', redatto dall'Istituto superiore di sanita', la Societa' italiana di farmacia ospedaliera, la Societa' italiana di medicina delle migrazioni, la Cineca e il Consorzio Mario Negri Sud, presentato oggi.

Poche dunque le differenze tra italiani e stranieri residenti: il 52% degli immigrati e il 59% degli italiani hanno ricevuto infatti almeno una prescrizione di farmaci nel 2011. In media, la spesa farmaceutica a carico del Ssn nel corso dell'anno e' stata di 72 euro per un cittadino immigrato e 97 euro per un italiano. Una stima complessiva ha evidenziato che in Italia, nel 2011, la spesa farmaceutica Ssn della popolazione immigrata e' stata di 330 milioni di euro, pari al 2,6% della spesa farmaceutica complessiva (a fronte di una popolazione immigrata nel 2011 pari al 7,5% dei residenti in Italia).  Come tra gli italiani, anche tra gli immigrati le donne consumano piu' farmaci: hanno ricevuto almeno una prescrizione il 58% delle donne immigrate e il 65% di quelle italiane. La popolazione immigrata pediatrica esaminata e' stata di 134mila bambini, di cui il 76% nato in Italia. Di questi, il 54% ha ricevuto almeno una prescrizione di farmaci nel 2011, a fronte del 60% dei bambini italiani. In media ciascun bambino immigrato ha ricevuto 2,4 confezioni rispetto a 2,6 degli italiani. Cinesi e kosovari sono i minori utilizzatori di farmaci (36%).

Fonte: Iss