Firmato il contratto collettivo di lavoro per gli addetti all’industria chimica. Scaccabarozzi: recupereremo produttività

Aziende | Redazione DottNet | 05/03/2013 18:57

Federchimica, Farmindustria e tutte le componenti sindacali di settore - Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, Ugl Chimici, Failc-Confail, Fialc-Cisal - hanno formalmente firmato il contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all'industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e gpl. Lo rende noto un comunicato stampa di Federchimica. Il contratto collettivo, che era stato rinnovato lo scorso 22 settembre, riguarda oltre 180mila lavoratori e circa 3.000 imprese.

Sul fronte dell'occupabilità è stato lanciato il Progetto Ponte, che ha l'obiettivo di aumentare e favorire l'occupazione giovanile, creando un vero e proprio ‘ponte’ generazionale: il lavoratore senior, che si avvia all'uscita dall'azienda, riducendo il proprio carico di lavoro consente il subentro di una risorsa junior. In questo modo il lavoratore in uscita assume, per un tempo determinato e in part-time, il potenziale ruolo di tutor per la nuova risorsa, che ne risulta avvantaggiata anche sotto il profilo formativo. L'auspicio delle parti è che le istituzioni incentivino tale modalità con risorse adeguate. “La flessibilità – spiega poi la nota di Federchimica - è un aspetto trasversale rilevante, che parte dal riconoscimento della formazione come strumento essenziale per la qualità delle risorse umane: adeguati interventi formativi possono garantire un aggiornamento costante e una maggiore preparazione, che favoriscono la crescita professionale del lavoratore, lo rendono  più facilmente ricollocabile in differenti ambiti aziendali, favorendo quindi la sua occupabilità e la sua produttività”. Inoltre, prosegue la nota “l’esigibilità crea condizioni di certezza delle regole e della loro applicazione e coerenza dei comportamenti, elementi questi indispensabili per un sistema di relazioni industriali positivo, credibile ed efficace”. Per questo, “consapevoli dell’importanza a questi fini di una adeguata conoscenza e cultura, le Parti hanno colto l’occasione della firma ufficiale del nuovo ccnl per lanciare una nuova, importante e innovativa iniziativa, una Scuola di Relazioni Industriali settoriale, gestita congiuntamente, che si pone l’obiettivo prioritario di far crescere, a tutti i livelli la cultura necessaria per relazioni industriali partecipative e costruttive, indispensabili per realizzare una contrattazione aziendale coerente con le scelte nazionali e capace di concretizzare le stesse in modo efficace e condiviso”. “In un momento in cui tanto si parla di produttività e di occupazione, questo ccnl è un segnale forte e concreto, che consegna alle Parti sociali aziendali strumenti che potranno rivelarsi estremamente utili e non solo in questa fase difficile, un’ulteriore dimostrazione della capacità delle nostre relazioni industriali di svolgere al meglio il proprio ruolo” ha dichiarato Cesare Puccioni, presidente di Federchimica. “Farmindustria in un momento di estrema difficoltà del settore  - ha affermato Massimo Scaccabarozzi, presidente dell’Associazione delle imprese del farmaco - ha firmato  un contratto che pone le condizioni per recuperare indici di produttività che potranno contribuire a rendere più competitive le imprese, penalizzate da continui interventi legislativi. Spetta ora al nuovo Governo aiutarle con un Patto triennale che preveda stabilità delle regole”.  “Con le scelte realizzate in questo rinnovo contrattuale abbiamo decisamente responsabilizzato gli attori sociali aziendali – ha sottolineato Sergio Gigli, Segretario Generale della Femca-Cisl – che nella contrattazione di secondo livello potranno in piena autonomia, avvalendosi delle linee guida fornite dal ccnl, mettere in campo gli strumenti resi disponibili per migliorare produttività e una occupazione stabile nelle imprese”. “Con la stesura definitiva del contratto Chimico/Farmaceutico – ha aggiunto Emilio Miceli, segretario generale nazionale della Filctem/Cgil - sono state superate le criticità avanzate dalla Filctem/Cgil. Il lavoro di stesura ha consentito, infatti, di chiarire e precisare aspetti importanti a partire da quello dei giovani, per i quali abbiamo posto le basi per una buona e stabile occupazione”.  Per Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec-UilL il nuovo ccnl “rappresenta un atto di fiducia tra le parti per superare una congiuntura economica difficile; se da un lato fornisce nell'immediato uno strumento concreto per gestire i problemi di imprese e lavoratori in questo periodo di crisi, dall'altro, e questo è il valore aggiunto, rappresenta una rinuncia all'etica dell'identità a favore di un’etica della responsabilità”. Luigi Mansi, vice presidente di Federchimica, ha sottolineato “la valenza strategica di una Scuola di Relazioni industriali capace di valorizzare e trasmettere a tutti gli attori sociali settoriali, in particolare alle nuove generazioni, il valore di relazioni costruttive”. “Non è una operazione di immagine - ha tenuto a sottolineare Mansi – è un progetto nel quale crediamo davvero, che potrà avere riflessi positivi anche sulla produttività, faremo il possibile per renderlo operativo a partire dal prossimo anno”.   “Gli strumenti di flessibilità organizzativa previsti dal CCNL chimico-farmaceutico ed un corretto utilizzo  della contrattazione aziendale  – ha sottolineato Antonio Messina, Delegato per le Relazioni Industriali di Farmindustria –  potranno contribuire al sostegno dell’occupazione in un settore in rapida trasformazione. Il costante confronto con i Sindacati, sarà ulteriormente perfezionato dalla costituenda  Scuola di relazioni industriali con effetti benefici sull’intero comparto”.

fonte:federchimica

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