Federfarma e Fimmg dicono no alle ricette elettroniche: inutili oneri burocratici

Redazione DottNet | 07/03/2013 15:39

Non verranno accettate da titolari di farmacia e medici di famiglia le ultime linee guida (clicca qui per scaricare il documento completo) sulla prescrizione per principio attivo, emanate una settimana fa in base alle disposizioni dettate ad agosto dalla legge sulla Spending review. Per le due professioni, infatti, le nuove modalità di compilazione e spedizione della ricetta impartite dal Ministero imporrebbero a entrambe inutili oneri burocratici. Ricordiamo che è disponibile il report sulla sanità elettronica curato da Merqurio (clicca qui per scaricare il documento completo).

Federfarma, in particolare, è critica verso quel passaggio delle linee guida che obbligherebbe il farmacista a “evidenziare” tutte le ricette in cui il medico ha apposto la dicitura «non sostituibile». Poiché il dato non è attualmente rilevabile dai lettori ottici delle farmacie, l’incombenza comporterebbe un aggravio di lavoro insostenibile. Per non parlare dei risvolti etico-professionali: «E’ evidente che la rilevazione mira a mettere sotto osservazione i prescrittori» accusa la presidente di Federfarma, Annarosa Racca «ma i farmacisti non fanno i guardiani di nessuno». «Queste linee guida» osserva dal canto suo il segretario nazionale del sindacato, Alfonso Misasi «sono il frutto del lavoro condotto dal tavolo tecnico istituito nell’estate scorsa dal ministero della Salute, al quale in rappresentanza di medici e farmacisti erano stati invitati soltanto gli Ordini. Fossero stati chiamati anche i sindacati, come avevamo chiesto, questo non sarebbe mai successo». Critici anche i medici: «Il provvedimento» spiega a Filodiretto Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg (la più rappresentativa tra le sigle della medicina di famiglia) «rischia di generare conflittualità tra le due professioni che si scaricheranno sulla qualità dell’assistenza». I generalisti, inoltre, rimproverano alle linee guida di essere andate al di là del dettato della Spending review, perché impongono al medico che emette una ricetta per prosecuzione di terapia incombenze burocratiche del tutto estranee allo spirito della legge.

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Fonte: Federfarma, Fimmg

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