Farmacie in crisi: a Napoli chiudono in quattro, una va all’asta. Per Federfarma il 30 per cento è in difficoltà

Redazione DottNet | 11/03/2013 16:32

I dati Istat non lasciano dubbi: il tasso di disoccupazione continua a cresceree nel mese di gennaio ha toccato il livello più alto di sempre raggiungendo l'11,7%. In questo quadro a tinte fosche c’è una novità che sta interessando un settore, quello delle farmacie, che sembrava indenne dal crollo degli affari. E invece la crisi c’è e si vede: a Napoli quattro  farmacie hanno definitivamente chiuso i battenti per fallimento.

Magari come afferma qualche esperto ci sarà stata anche una non ottimale gestione ma senza dubbio hanno influito molto i ritardi dei pagamenti da parte della Regione. A rendere ancora più amara la pillola è la messa all’incanto di una di queste quattro farmacie che il prossimo 14 aprile sarà bandita ad un prezzo di 544mila euro. E qui si fa strada un altro sospetto: che a partecipare al bando ci saranno i soliti desiderosi di ripulire denaro sporco oppure la possibilità che entrino capitali esteri. Ma la crisi morde anche il Friuli:  l’ultimo caso di Amaro, in provincia di Udine, ha fatto alzare l’allarme di Federfarma, il sindacato di categoria. "La diagnosi è che la crisi economica colpisce anche i negozi delle regioni a statuto speciale, come il Friuli Venezia Giulia, pertanto bisogna fare ancora maggiore attenzione e prevenzione. La prognosi non può che essere riservata, di fronte a un fallimento in Carnia, con tanto di libri portati in tribunale e saracinesca abbassata e nessun avviso sul collega di turno. Se non altro perché potrebbe essere solo il primo di un rosario di chiusure, con preoccupanti conseguenze sul piano dell’occupazione, oltre che della salute dei cittadini".  Secondo il quadro tracciato da Federfarma il 20 -30% delle farmacie italiane è in gravi difficoltà economiche, con elevate esposizioni bancarie che sfiorano il valore della farmacia stessa. E il concreto rischio di portare i libri contabili in tribunale. Mentre rischia la chiusura fino al 40% delle farmacie rurali, ben 2.200 esercizi, collocate in aree poco popolate, con meno di 5mila abitanti. “Le farmacie - dice Federfarma - oggi si trovano in una situazione molto difficile. Registriamo da anni progressivi cali del fatturato e di redditività, per la costante riduzione della spesa farmaceutica convenzionata e per i continui tagli ai margini delle farmacie". La situazione, dice la Federazione, si aggraverà a breve con l'apertura di migliaia di nuove farmacie (3500 previste), legate ai concorsi banditi in Italia. Particolarmente delicata appare la condizione delle 6.400 farmacie rurali, sottolinea Alfredo Orlandi, presidente del Sunifar, che le rappresenta. "E' un presidio che c'è sempre stato nelle aree dove spesso rappresentano l'unico 'sportello' sanitario sempre aperto. Ma non sappiamo se per il futuro ci sarà", dice Orlandi sottolineando la fragilità di questi presidi, con fatturati spesso molto ridotti.

Fonte: federfarma, Sunifar

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