L’Enpaf è la Cassa più virtuosa tra quelle private

Previdenza | Redazione DottNet | 11/03/2013 17:17

Tra le casse private, l’Enpaf è quella che pesa meno sugli iscritti per costi amministrativi e istituzionali. Il dato arriva da un’analisi diffusa due giorni fa dalla Fondazione Enpam, l’ente di previdenza dei medici: oltre a pubblicare indennità, gettoni e rimborsi spesa di vertici e componenti consiliari, l’istituto ha messo a confronto i costi dei propri organismi di gestione e controllo con quelli sostenuti dalle altre casse.

 Si tratta di un’operazione “trasparenza” che fa seguito a più di un anno di polemiche sulla gestione dell’Enpam, con indagini della magistratura, avvisi di garanzia e dimissioni di precedenti presidenze.  Dal confronto, in ogni caso, risulta evidente che tra gli enti privatizzati quello meno “pesante” per gli iscritti è l’Enpaf, la cassa dei farmacisti: i costi sostenuti per gli organismi collegiali ha superato di poco i 266mila euro (dati 2011), che divisi sui 108mila iscritti (attivi e pensionati) fanno 2,46 euro a farmacista. Sta attaccato all’Enpaf soltanto l’Enasarco (rappresentanti di commercio) con 3,59 euro di costi procapite, poi l’Enpam con poco meno di 10 euro e gli altri con numeri a due cifre se non tre (come la cassa dei notai, la più costosa, con 177 euro e rotti a iscritto).  Enpaf prima per economicità anche in un confronto rispetto al patrimonio gestito: ammonta a 1,3 miliardi quello della cassa dei farmacisti, che rapportato ai costi (i 266mila euro già citati prima) dà lo 0,02%; arriva allo stesso risultato l’Enasarco, si ferma allo 0,04% l’Enpam e chiude con la maglia nera l’Enpapi (infermieri liberi professionisti) con lo 0,39%. «Siamo quelli che costano meno» afferma soddisfatto il presidente dell’Enpaf, Emilio Croce «e nonostante questo siamo anche tra le casse che hanno ottemperato senza indugi agli obblighi della spending review». Anche per questi motivi, Croce esclude che l’ente abbia bisogno di imitare l’operazione trasparenza lanciata dalla cassa dei medici: «E perché? Gli emolumenti che prendono i componenti degli organi collegiali sono già pubblicati sul sito della Corte dei conti. E poi il totale di quello che noi spendiamo in un anno è addirittura inferiore a quello che prendono in un anno i consiglieri dell’Enpam».

Fonte: federfarma

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