Dopo lo Smi, anche lo Snami chiede le dimissioni di Amedeo Bianco da presidente dell’Ordine

Redazione DottNet | 12/03/2013 17:14

Dopo lo Smi, anche lo Snami scende in campo contro l’incarico di Bianco, presidente dell’Ordine. Gianfranco Breccia, Segretario Nazionale dello Snami e Presidente provinciale di Torino su questo non ha dubbi: “Chiediamo a gran voce che Amedeo Bianco, senatore neoeletto del Partito Democratico, lasci immediatamente i ruoli che ricopre come presidente dell'ordine dei medici di Torino e come presidente della federazione nazionale degli ordini dei medici. I sanitari, qualunque sia la loro posizione politica, devono essere rappresentati da chi sia al di sopra delle parti. Chi deve oggettivamente rispondere ad una parte politica, che come parte rappresenta solo una percentuale di cittadini, in questa circostanza medici, sarebbe condizionato nelle sue scelte che rischierebbero di non tutelare tutti i medici”.

“Bianco – continua il rappresentante dello Snami -  agirà in Senato secondo le politiche del partito democratico e poiché non tutti i medici hanno votato per il PD, non condividendone evidentemente la linea programmatica, è chiarissimo il conflitto di interessi e la conseguente nostra richiesta di dimissioni immediate. Le azioni a tutela della professione  che deve porre in essere un presidente d'ordine, devono essere prive di  condizionamenti di sorta. Viceversa come parlamentare deve agire, a tutela della professione dal punto di vista  della forza politica che lo ha eletto, in maniera particolare e conseguentemente settaria”. Si tratta, quindi, secondo lo Snami di  posizioni non condivise da tutti e in parte anche avversate. “Al nostro sindacato – incalza Breccia - non sono piaciute le posizioni del ministro Balduzzi e le norme del governo Monti in tema Sanità e molti di noi hanno denunciato ai propri ordini dei medici lo smantellamento del sistema sanitario nazionale. Potremo mai rivolgerci e chiedere tutela, nel prossimo futuro, al massimo esponente ordinistico, Amedeo Bianco, perché una legge della sua parte politica, magari anche a sua firma, perpetua o peggiora il pessimo percorso Balduzzi? No, evidentemente. Allora scelga in quale poltrona sedere e dia il buon esempio dimostrando, non solo a parole, che la politica vuole cambiare”.

Fonte: Snami

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