Medicina Generale: quale dipendenza?

Medicina Generale | Bartolomeo Delzotti | 30/04/2013 12:31

Quando si propone il passaggio alla dipendenza per la Medicina Generale, occorre porsi una domanda pregiudiziale: alla dipendenza di chi?

Il lavoro dipendente di per sè non è infatti garanzia di tutela di una professione sempre più costretta nell'angolo da obblighi ex lege che mal si conciliano con la natura giuridica attuale di lavoro libero professionale convenzionato, tanto che la dizione di attività parasubordinata sembra creata ad arte per giustificare degli obblighi imposti a libero professionisti, che altrimenti sarebbero assai difficili da giustificare, e per imporre tariffe al limite del ridicolo per ogni singola prestazione professionale.

L'attuale revisione dell' organizzazione sanitaria che passa attraverso l'istituzione di cooperative, di Creg, di UCCP, di case della salute, tutte con una loro autonomia contrattuale rispetto a prestazioni da erogare previa contrattazione di un budget regionale o aziendale sta configurando una sorta di esternalizzazione dei servizi sanitari tanto cara ad un modello che spesso si è dimostrato non solo fallimentare ma foriero di una moltiplicazione dei centri di spesa. Vista la piu volte dichiarata insostenbilità del Servizio Sanitario Pubblico, si presuppone che il soggetto erogatore tenda a fissare un budget ristretto e comunque insufficiente alla gestione dei bisogni sanitari della popolazione, per colmare i quali è facile prevedere una forte integrazione con il privato sia sotto forma di assicurazione sia sotto forma di pacchetti che le strutture stesse potrebbero concordare direttamente con i pazienti. Appare pertanto evidente che in un quadro del genere un dipendente medico assunto con contratto della dirigenza medica potrebbe non trovare spazio e potrebbe accadere ciò che accade nel martoriato mondo del lavoro dipendente pubblico e privato con migliaia di stage, contratti a termine e tutte le forme di lavoro precaro che purtroppo i giovani ben conoscono. Del resto è una vita che le assunzioni nel pubblico impiego sono bloccate e negli ospedali,anche chi va in pensione,molto spesso non viene sostituito, creando carenze di organico che mettono a dura prova lo stato psicofisico di chi vi opera.

La proposta del passaggio alla dipendenza dei medici di Medicina Generale non può che passare da una completa riorganizzazione di tutta la Sanità Pubblica per attuare la quale occorre un drastico cambio di rotta delle priorità di spesa operata che la Politica non può esimersi dall'operare, pena una definitiva decadenza della Sanità Pubblica.

Nessuna dipendenza dunque da strutture e gazebi della salute, ma una diretta dipendenza dagli enti istituzionali (Ministero e Regioni) che abbandonino l'idea di un management sanitario equiparato a quello di qualsiasi azienda manifatturiera.

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