Intervista con Michele Di Iorio consigliere di Federfarma e presidente a Napoli. Farmacie in crisi per i ritardi dei pagamenti, remunerazione e convenzione dovranno essere rinnovate insieme

Farmacia | Silvio Campione | 14/03/2013 13:17

Come abbiamo riportato ieri il settore delle farmacie pare stia subendo una crisi senza precedenti: a Napoli quattro  farmacie hanno definitivamente chiuso i battenti per fallimento. Magari come afferma qualche esperto ci sarà stata anche una non ottimale gestione ma senza dubbio hanno influito molto i ritardi dei pagamenti da parte della Regione. A rendere ancora più amara la pillola è la messa all’incanto di una di queste quattro farmacie che il prossimo 14 aprile sarà bandita ad un prezzo di 544mila euro.

Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli e componente il consiglio di Presidenza nazionale non ha dubbi a proposito: le farmacie hanno chiuso per i ritardi dei pagamenti da parte dell’Asl Napoli 1

Ritardi gravissimi, dunque, se hanno portato al fallimento di quattro avviati esercizi

Senza dubbio. Abbiamo subito ritardi dei pagamenti per quattordici mesi costringendo i colleghi a indebitarsi con le banche. Poi quando si veniva pagati occorreva effettuare transazioni onerose con i famigerati derivati. Tutto ciò non ha fatto altro che indebolire il settore con le conseguenze che abbiamo visto. Comunque mi sento di dire che la situazione è meno grave di quanto appaia, soprattutto con i nuovi provvedimenti messi in campo dall’Asl.

Cioè?

Dopo il provvidenziale intervento del generale Maurizio Scoppa alla guida dell’Asl 1 di Napoli le cose si sono sistemate. Gli abbiamo concesso quattro mesi di lavoro e lui ha dato una svolta al settore non facendo cose nuove bensì eliminando procedure costose e improponibili. E così, grazie al lavoro che sta facendo il suo successore Ernesto Esposito, siamo arrivati ad un arretrato di cinque mesi che via via si sta risolvendo. Insomma stiamo vedendo un po’ di luce in fondo al tunnel.  

La crisi del settore sta comunque interessando tutta l’Italia

Se consideriamo i danni fatti dal Governo Monti con i tagli alla sanità c’è poco da rimanere stupiti. Balduzzi ha pensato più all’economia che alla salute. E lo stiamo vedendo.

Però c’erano stati spiragli sul fronte della remunerazione

Certo, con l’accordo di ottobre avevamo raggiunto un soddisfacente equilibrio. Ma questo patto non è mai stato siglato e sempre rinviato. Noi vogliamo cambiare il sistema attuale di remunerazione per compensare l’impegno professionale con un lieve incremento economico così da sopperire all’abbattimento del costo dei farmaci. Con l’attuale modello perdiamo sempre di più con un aumento dei nostri oneri.

L’accordo sulla remunerazione potrebbe anche rientrare nella convenzione?

Vanno di pari passo. Si parla tanto di farmacia dei servizi che potrebbe essere anche un’interessante iniziativa – pur senza medicalizzare la struttura - ma non è possibile avviarla senza il rinnovo del nostro contratto. Siamo fermi ormai da 12 anni e nel frattempo molte cose sono cambiate, ma non per noi. Per questo insieme alla remunerazione vogliamo portare avanti il discorso sulla convenzione così da dare una profonda ventata di novità al settore.

Lei parla d’innovazioni: la ricetta elettronica sarà una rivoluzione per voi?

Il Governo Monti impone che dal gennaio 2014 la ricetta avrà valenza nazionale. Quindi un milanese potrà acquistare farmaci anche a Napoli. Ma io farmacista come faccio a conoscere le norme regionali lombarde nel momento in cui accetto una ricetta di quella regione? Ci sono ancora troppe inconcludenze che vanno affinate prima di ufficializzare simili norme.   

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Fonte: interna

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