Medici di base impegnati nella terapia del dolore. Guardia medica nel Lazio: per la Fimmg è sotto organico

Redazione DottNet | 14/03/2013 16:13

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Oltre 100 medici di medicina generale e più di 20 ambulatori di terapia del dolore coinvolti: questi i numeri della campagna “Link Up”, promossa su tutto il territorio nazionale nel mese di marzo dall’Associazione pazienti vivere senza dolore, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e con il patrocinio del Ministero della Salute. Obiettivo del nuovo progetto - il terzo in ordine di tempo, dopo le indagini “CU.P.I.D.O.” (Cura Previeni Il Dolore) del 2011 e “HUB2HUB” del 2012 - è capire quali percorsi assistenziali compiano i pazienti con dolore che accedono agli ambulatori di medicina generale e ai centri specialistici di terapia antalgica, ma anche delineare i bisogni formativi del medico di famiglia, individuando le eventuali aree d’intervento ai fini di una reale continuità delle cure all’interno della rete territoriale. 

 Durante tutto il mese di marzo, ai medici di medicina generale (Mmg) e ai terapisti del dolore sarà richiesta la compilazione di due questionari. Il primo punterà a rilevare, tra i cittadini che afferiscono agli studi del Mmg, la prevalenza e tipologia di dolore, la presenza o meno di un trattamento antalgico e l’approccio del clinico nel caso in cui debba impostare una nuova terapia; il secondo questionario, riservato all’algologo, verificherà, tra tutti coloro che accedono per la prima volta alle strutture specializzate, non solo la complessità della patologia algica ma anche se il paziente è stato indirizzato al centro direttamente dall’Mmg o ne sia venuto a conoscenza attraverso altri canali  “Con questo nuovo progetto, ‘vivere senza dolore’ continua nella sua attività di informazione a supporto di una migliore conoscenza e applicazione della Legge 38”,spiega Marta Gentili, Presidente dell’Associazione pazienti. “Con l'iniziativa ‘Link Up’ abbiamo voluto incontrare clinici e pazienti, sia negli ambulatori dei medici di famiglia che nei centri specialistici di terapia antalgica, per capire meglio quale sia l’iter compiuto dai cittadini, dove si rivolgano per una prima visita e perché”. 

Lazio, guardia medica. “La continuità assistenziale nel Lazio è in forte sofferenza a causa di una condizione sotto organico di 332 medici”. È questo l’allarme lanciato dalla Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg). In base alle stime effettuate dal sindacato, attualmente ci sono in forza 666 unità, ma “gli accordi regionali sottoscritti dalla Regione prevedono rapporti diversi tra la popolazione assistita e il numero di sanitari”. Per la città di Roma è previsto un rapporto di 1:6.500, ossia 402 medici, mentre a Rieti il rapporto deve essere di 1:3.500 e nel resto della Regione di 1:5000 per un totale di presenze ben lontano dal reale di 666, cioè 988 medici.  È per questo che la Fimmg ha avviato un ricorso al Tar per ottenere la sistemazione dell’organico secondo legge. Ha inviato inoltre una diffida a tutte le Asl per una maggiore chiarezza delle graduatorie locali delle sostituzioni e il loro inserimento sui siti aziendali. È purtroppo una situazione che si trascina da anni – ha sottolineato il segretario generale della Fimmg Lazio, Pierluigi Bartoletti – in un momento in cui si parla di continuità delle cure non è logico lesinare su un servizio che è di fondamentale importanza”. 

Milillo è su Twitter.Anche i medici di famiglia contagiati dal social network del momento: twitter. Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, sbarca infatti su twitter con l'account @giacomomilillo. "L'obiettivo - spiega la Federazione - è quello di comunicare in tempo reale con gli operatori ma soprattutto con i cittadini, perché si conoscano, si condividano e si migliorino le nostre proposte"."In un momento di crisi di finanziamento - sottolinea la Fimmg - una grande responsabilità grava sulla medicina generale. Fimmg rappresenta la larga maggioranza di medici dell'area delle cure primarie ed è promotrice di un progetto di cambiamento a garanzia della sostenibilità del servizio sanitario. Dobbiamo ricordare che ogni giorno, negli studi dei medici di famiglia passano da due a tre milioni di persone. Per la nostra Federazione è venuto il momento di rivolgersi non solo agli operatori dei servizi sanitari, ma a tutti i cittadini, perché si conoscano, si condividano e si migliorino le nostre proposte". 

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Fonte: simg, Fimmg, Associazione pazienti vivere senza dolore