Calano i ricoveri ospedalieri. Giù anche le inappropriatezze. Parto e patologie cardiovascolari le principali cause d’ingresso nelle strutture pubbliche

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 19/03/2013 08:41

Nel 2011 mezzo milione di ricoveri in meno rispetto all'anno precedente (-4,5%), per una riduzione complessiva di quasi 2,5 mln di giornate di ricovero. Il dato emerge dal Rapporto annuale sull'attività di ricovero ospedaliero relativa alle Schede di dimissione ospedaliera (SDO) del 2011, pubblicato dal ministero della Salute (clicca qui per scaricare il rapporto completo). Nell’anno 2011 sono stati erogati 10.749.246 ricoveri ospedalieri, corrispondenti ad un totale di 69.417.699 giornate con una riduzione rispetto al 2010 di circa 520.000 ricoveri (-4,5%) e di circa 2.400.000 giornate (-3,5%).

Sono i dati del Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero relativi alle Schede di dimissione ospedaliera (SDO) del 2011, realizzato a cura dell’Ufficio VI della Direzione generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute. 

Intanto l’Inps, in una sua circolare, chiede un "Incremento del 3% degli importi recuperati per effetto della riduzione della prognosi". Il provvedimento rientra nella più ampia  programmazione delle risorse umane ed economiche. Si tratta, tuttavia, di una richiesta irricevibile per molti iscritti all'Ordine che si sono visti recapitare la disposizione. Secondo  il presidente dell'Ordine milanese Roberto Carlo Rossi, Il medico che formula una prognosi non può e non deve seguire logiche di carattere economicistico. Per il presidente Rossi si tratta di violare il codice deontologico poiché non è possibile  avere atteggiamenti compiacenti, ovvero  le prognosi non devono mai essere ridotte per rispondere a un miglioramento delle spese  e tantomeno per rispondere a un'imposizione verticistica.

Tornando ai dati, la degenza media per Acuti si mantiene pressoché costante da diversi anni intorno al valore di 6,7 giorni, mentre per le degenza medie per Riabilitazione e per Lungodegenza si osserva un decremento a partire dal 2009; per l’anno 2011 la degenza media per riabilitazione in regime ordinario è pari a 26,6 giorni, mentre la degenza media per l’attività di lungodegenza è pari a 30,6 giorni. L’attività per Acuti in regime ordinario si attesta a 7.043.070 ricoveri, corrispondenti a 47.963.625 giornate, mentre i cicli di Day Hospital erogati sono stati 2.828.910, per un totale di 7.979.357 accessi. Si conferma la tendenza a migliorare l’erogazione appropriata dell’assistenza ospedaliera: rispetto al 2010 i ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza in regime ordinario sono diminuiti di circa 185.000 unità (-10%) e quelli in regime di day hospital di circa 80.000 unità (-7%).

Il tasso di ospedalizzazione in Acutiin regime ordinario per l’anno 2011  si riduce ulteriormente rispetto all’anno precedente passando da circa 116 dimissioni per 1.000 abitanti nel 2010 a poco meno di 110 per 1.000 abitanti nel 2011, pur mantenendo un discreta variabilità regionale. Il decremento è presente in tutte le fasce di età. Si osserva inoltre la presenza di un gradiente geografico con valori più elevati rispetto al valore nazionale nel Sud Italia. La principale causa di ricorso all’ospedalizzazione in regime ordinario, pur non costituendo una condizione patologica, è rappresentata dal parto con 316814 dimissioni. Escludendo il parto, le principali cause di ospedalizzazione sono riconducibili a patologie cardiovascolari (drg 127 – Insufficienza cardiaca e shock) e respiratorie (drg 087 – Edema polmonare e insufficienza respiratoria), interventi chirurgici per sostituzione di articolazioni maggiori o reimpianto degli arti inferiori (drg 544).

Per quanto concerne l’attività di Day Hospital, la principale causa di accesso è rappresentata dalla somministrazione di chemioterapia (drg 410 - Chemioterapia non associata a diagnosi secondaria di leucemia acuta) con 1.917.024 di accessi (24% del totale degli accessi in day hospital).  

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Fonte: Ministero della Salute

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