Da EMEA raccomandazioni su eparina contaminata

Redazione DottNet | 15/07/2008 17:14

Evitare la somministrazione intravenosa di enoxaparina; monitorare i pazienti in cura e trattarli a dovere se dovessero insorgere sintomi di reazioni allergiche; come precauzione, evitare l'uso di enoxaparina nelle donne incinte, impiegando se possibile prodotti alternativi.

Queste le principali misure di sicurezza raccomandate dall'Agenzia europea del farmaco (EMEA) per la gestione dei medicinali anticoagulanti a base di eparina, da mesi sotto monitoraggio degli enti specializzati internazionali per la contaminazione di alcuni lotti con la sostanza chimica condroitina solfato.
A elaborare le raccomandazioni è stato il Comitato tecnico per i prodotti medicinali a uso umano (Chmp) dell'EMEA, i cui esperti, dopo attente valutazioni, hanno concluso che: c'è un collegamento fra la contaminazione di alte dosi di condroitina solfato e i seri effetti
collaterali osservati fra vari pazienti in cura con eparine, i cui lotti alterati sono già stati individuati e ritirati dal mercato; bassi livelli di condroitina solfato sono stati identificati anche in alcuni lotti di enoxaparina, l'eparina a basso peso molecolare; in ogni caso, non sono stati registrati casi di eventi avversi con l'utilizzo di enoxaparina. I medici possono dunque continuare a usarla per trattare temporaneamente pazienti che rischiano, dopo il ritiro dal commercio dei lotti contaminati, di non avere alternative terapeutiche valide. Basterà mettere in atto le misure di precauzione, studiate proprio per queste situazioni.
 

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