A rischio i figli nati da padri anziani

Redazione DottNet | 31/07/2008 16:44

I figli nati da padri sopra i 45 anni d'età hanno una probabilità quasi doppia di morire prima dell'età adulta, secondo una ricerca di cui ha dato notizia con risalto il domenicale londinese Sunday Telegraph.

Che gli anni della madre abbia un grosso impatto sulla salute del neonato quando aumentano (incominciando dal rischio della sindrome di Down) già si sa da molto tempo. Adesso emerge - grazie ad una ricerca coordinata dal Jin Lian Zhu, del centro epidemiologico danese - che anche l'età del padre è importante in quando con il passare degli anni sembra deteriorarsi la qualità genetica dello sperma. ''I rischi connessi con la paternità in tarda età possono essere molto profondi'', avverte Zhu alla luce del suo studio, pubblicato dalla rivista European Journal of Epidemiology. I figli nati da padri vecchi soffrono più facilmente di difetti congeniti e risultano più vulnerabili ad autismo, schizofrenia ed epilessia. Per un uomo l'età migliore per darsi una discendenza sembra tra i 25 e i 30 anni. Anche se lo studio ha esaminato la mortalità fino ai 18 anni la maggior parte dei decessi di bambini nati da padri vecchi avviene nel primo anno di vita.