Cibo "spazzatura" causa un terzo degli infarti

Nutrizione | Redazione DottNet | 06/11/2008 11:38

Il cibo spazzatura finisce nuovamente sul banco degli imputati con una scottante accusa: diete a base di fritti, snack salati, uova e carne sarebbero responsabili di ben il 35% degli infarti registrati in tutto il pianeta. A inchiodare leccornie e menu all'insegna di grassi e lipidi è uno studio realizzato in 52 Paesi. Chi sceglie diete 'occidentali' e ingurgita il cosiddetto 'junk food', rivela la ricerca pubblicata sulla rivista 'Circulation', è molto più esposto al rischio di infarto. Mentre, al contrario, è di gran lunga più al riparo chi ha la buona e sana abitudine di consumare frutta e verdura.
I ricercatori guidati da Salim Yusuf, della McMaster University, in Ontario (Canada), hanno monitorato ben 16 mila pazienti, 5.700 dei quali avevano appena avuto un infarto, il primo della loro vita.
 

Gli studiosi hanno dunque prelevato campioni di sangue e passato al setaccio le abitudini alimentari dei pazienti tra il febbraio 1999 e marzo 2003. I volontari sono stati quindi divisi in tre gruppi in base ai regimi alimentari. Il primo è stato definito 'orientale' per via dell'alto contenuto di tofu, soia e altre salse nella dieta; il secondo 'occidentale' per la presenza di cibi fritti, snack salati e carne sulle loro tavole; il terzo, infine, è stato definito 'prudente', per via dell'alto contenuto di frutta e verdura nei menu. Ebbene, chi fa parte di quest'ultimo gruppo, hanno rilevato i ricercatori, corre un rischio più basso del 30% di subire un infarto rispetto alle persone che rinunciano abitualmente a questi alimenti. Chi segue una dieta 'orientale', infine, ha un rischio medio rispetto agli altri di incorrere in un infarto. Cuore malconcio, dunque, per chi esagera a tavola e fuori pasto con cibi da evitare per restare in forma. Deliziano la gola ma minano la salute del cuore, dimostrano infatti i ricercatori canadesi.

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