Scandalo Mediator, sotto accusa l’agenzia regolatoria francese

Farmaci | Redazione DottNet | 20/03/2013 19:12

Torna d'attualita' in Francia uno dei piu' grossi scandali sanitari che ha colpito il Paese negli ultimi anni: quello legato al farmaco taglia-fame Mediator, che avrebbe causato la morte di centinaia di pazienti in trent'anni.  La giustizia transalpina per la prima volta mette in causa la responsabilita' dell'Agenzia nazionale del Farmaco (ANSM), indagata per omicidio colposo e ferite involontarie.  

L'autorita' sanitaria francese, si e' appreso da fonti giudiziarie, e' sospettata di aver agito con negligenza, sottovalutando per anni la pericolosita' del farmaco, un anti-diabetico prescritto come taglia-fame, commercializzato tra il 1995 e il 2009. L'agenzia e' stata posta sotto controllo giudiziario, con versamento di una cauzione di 100 mila euro. In particolare all'ANSM (che all'epoca dei fatti si chiamava Agenzia francese di sicurezza sanitaria dei prodotti della salute, Afssaps) viene rimproverato ''di aver contribuito a creare la situazione che ha causato danni alle vittime e di non aver preso le misure necessarie per evitarla''.  Un rapporto dell'Ispezione generale degli affari sociali (Igas), pubblicato nel 2011, nel momento in cui e' scoppiato lo scandalo, aveva gia' messo in evidenza ''le gravi mancanze di farmaco-vigilanza'' nei confronti del Mediator, ritirato dal mercato nel 2009. Sotto accusa e' soprattutto il benfluorex, una molecola anti-obesita' che costituisce il principio attivo del Mediator. Il farmaco e' fabbricato dai laboratori Servier, il cui fondatore, Jacques Servier, e' incriminato per truffa e omicidio colposo. L'antidiabetico e' stato assunto da centinaia di pazienti per il suo effetto dimagrante, subendo pero' conseguenze cardiache piu' o meno gravi. Tra il 1976 ed il 2009 fu prescritto a circa cinque milioni di pazienti. Tra le 500 e le 2000 persone ne sarebbero morte.

Fonte: ansm

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