Fisco e medici, in arrivo la stangata estiva. Come funzionerà il nuovo redditometro

Professione | Redazione DottNet | 23/03/2013 17:03

Nei prossimi mesi di giugno e luglio i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori saranno costretti ad affrontare un vero e proprio 'stress test' fiscale e contributivo. Le scadenze, ricorda la Cgia di Mestre, saranno numerosissime e riguarderanno i versamenti Inps, la tassa annuale di iscrizione alla Camera di Commercio (per le aziende), il pagamento della prima rata dell'Imu e della Tares, oltre all'autoliquidazione Irpef, che prevede il saldo 2012 e l'acconto 2013. Peseranno sulle tasche di questi contribuenti fino a 25.700 euro circa.

E tra i principali contribuenti ci sono proprio i medici che (i dati sono aggiornati al 2009) con circa 88mila euro all’anno ricavi medi  e un reddito imponibile da lavoro autonomo di quasi 68mila euro. Pari a un reddito per medico di circa 3.500 euro al mese. Per gli studi odontoiatrici la media è di circa  47mila euro all’anno. Certo, si tratta di valori relativi che nascondono profili quanto mai eterogenei, dal giovane professionista esordiente (che deve ancora farsi spazio) a quello affermato e di grande fama. E come in tutte le buone famiglie ci sono anche le pecore nere in particolare, secondo i rilievi dell’Agenzia delle entrate e delle Fiamme Gialle,  i medici del Ssn che svolgono la libera professione allargata: negli ultimi due anni, tra il 2010 e il 2011, le verifiche per prestazioni in intramoenia non denunciate hanno comportato per l’erario un danno di 172 milioni di euro.

Il nuovo redditometro. Per porre rimedio o quanto meno limitare l’evasione fiscale, una piaga per l’Italia, l’Agenzia delle Entrate sta apportando delle modifiche al temutissimo sistema di accertamento sintetico sulla situazione economica dei contribuenti. Il nuovo redditometro  si baserà sulle spese sostenute attraverso pagamenti online, fatture, scontrini, e terrà conto degli investimenti immobiliari più significativi: auto, immobili, pacchetti d’azioni. Si confronteranno poi le spese di ogni cittadino con quelle medie fornite dall’Istat, in base alla zona geografica e alla tipologia famigliare di riferimento. L’Agenzia delle Entrate chiarisce tuttavia che le spese Istat verranno utilizzate sono nella fase dell’eventuale contraddittorio tra Fisco e contribuente. Le spese medie non interverranno nella determinazione delle spese sostenute nel corso dell’anno da parte del contribuente, saranno solamente utilizzate quelle medie Istat relative al reddito speso per “vivere e mangiare”. Verranno infatti tenute in considerazione solo le spese realmente sostenute dal singolo contribuente, e anche in caso di accertamenti verranno richiesti riscontri solo su spese inerenti consumi ad elevato valore o relativi ad investimenti.  Non sarà quindi necessario, conservare un archivio enorme di scontrini o impazzire per ritrovare vecchie ricevute fiscali se non di importo considerevole ai fini di eventuali controlli.  I risparmi 2009 e 2010 non entreranno a far parte dei primi controlli, i dati sulle disponibilità finanziarie dovranno essere prodotti solo in caso di diretto confronto con il Fisco. La situazione dovrebbe cambiare in seguito con l’entrata in vigore della Super anagrafe dei conti, per ora in standby, che dovrebbe avere tutte le informazioni riguardanti i saldi e i movimenti finanziari a partire dal 2011.  

Gli investimenti.Altra buona notizia è il cambio di direzione sugli investimenti. Molte critiche erano giunte allo strumento che considerava che gli investimenti effettuati da un individuo fossero, al netto dei mutui e dei prestiti ricevuti, finanziati tutti con il reddito di un solo anno di imposta. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che si torna alle origine del provvedimento, quando lo spettro d’indagine sulla “presunta evasione fiscale” considerava gli ultimi 5 anni. Gli investimenti saranno quindi imputati su 5 periodi e peseranno quindi in modo più ponderato sulla ricostruzione del reddito.  Inoltre il redditometro verrà considerato illegittimo se non si baserà unicamente sulla presunzione semplice e verrà considerato nullo se non certificherà la realtà del contribuente. 

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Fonte: agenzia entrate

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