Servizio sanitario nazionale, il ministero pubblica l’annuario statistico. Cresce il privato, mancano i pediatri. Il ruolo dei medici di base

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 26/03/2013 19:15

C’è tutto lo scibile del servizio sanitario pubblico nell’Annuario statistico del Ministero della Salute aggiornato al 2010 (clicca qui per scaricare il documento completo). Dalla diminuzione dei posti letto ospedalieri fino all’aumento di altri servizi alternativi all’ospedale, il rapporto analizza nel dettaglio lo stato dell’arte del nostro servizio  sanitario. In breve si evince dal corposo testo che appare in crescita  l’apporto del privato accreditato e soprattutto nelle aree di assistenza riabilitativa e residenziale. Un altro dato è quello della carenza di medici pediatri in quasi tutte le Regioni. Una carenza cui suppliscono i medici di medicina generale che in molti casi si vedono assegnati anche bambini sotto i 14 anni che dovrebbero invece essere assistiti dal pediatra.

Le strutture censiterisultano pari a: 1.165 per l’assistenza ospedaliera, 9.635 per l’assistenza specialistica ambulatoriale, 6.153 per l’assistenza territoriale residenziale, 2.644 per l’assistenza territoriale semiresidenziale, 5.514 per l’altra assistenza territoriale e 971 per l’assistenza riabilitativa (ex. art. 26).  Per quanto riguarda la natura delle strutture, sono in maggioranza pubbliche le strutture che erogano assistenza ospedaliera (54,4%) e le strutture che erogano altra assistenza territoriale (88,3%). Sono in maggioranza private accreditate le strutture che erogano assistenza riabilitativa ex art.26 (75,3%) e le strutture che erogano assistenza territoriale residenziale (75,4%).

Medici di base.L’assistenza distrettuale  si avvale in particolare dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, convenzionati con il SSN. Essi, valutando il reale bisogno sanitario del cittadino, regolano l’accesso agli altri servizi offerti dal SSN. Esistono comunque realtà territoriali in cui, per carenza di medici pediatri o per libera scelta dei genitori, è consentito che i bambini siano assistiti da medici di medicina generale.  In media a livello nazionale ogni medico di base ha un carico potenziale di 1.143 adulti residenti. A livello regionale esistono notevoli differenziazioni: per le Regioni del Nord, fatte salve alcune eccezioni, gli scostamenti dal valore medio nazionale sono positivi. In particolare si evidenzia la Provincia Autonoma di Bolzano con 1.564 residenti adulti per medico di base: va però tenuto presente che in detta Provincia Autonoma il contratto di convenzione con il SSN dei medici di base stabilisce quale massimale di scelte 2.000 assistiti.  Nel Lazio si registra il valore minimo di 1.023 residenti adulti per medico di medicina generale; nelle Regioni del Sud si registrano lievi oscillazioni attorno al valore nazionale. Il carico medio potenziale per pediatra è a livello nazionale di 1.026 bambini, con una variabilità territoriale anche più elevata rispetto a quella registrata per i medici di medicina generale. Tutte le Regioni comunque sono caratterizzate da una forte carenza di pediatri in convenzione con il SSN ad eccezione dell’Abruzzo, Sardegna e Sicilia che presentano un numero di bambini per pediatra di poco superiore al massimale stabilito nel contratto di convenzione. A fronte del carico potenziale dei medici di base (di medicina generale e pediatri), è possibile valutare il carico assistenziale effettivo, dato dal numero degli iscritti al SSN (coloro che hanno scelto presso la ASL di competenza il proprio medico di base) per ciascun medico. Nella maggior parte delle Regioni tale indicatore evidenzia che il numero di scelte per medico di medicina generale è maggiore o uguale alla popolazione adulta residente per medico di medicina generale, mentre il numero di scelte per pediatra è sempre inferiore al numero dei bambini residenti per pediatra.

Il servizio di guardia medicagarantisce la continuità assistenziale per l’intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana: esso si realizza assicurando interventi domiciliari e territoriali per le urgenze notturne festive e prefestive. L’attività di guardia medica è organizzata nell’ambito della programmazione regionale per rispondere alle diverse esigenze legate alle caratteristiche geomorfologiche e demografiche  Nel 2010 sono stati rilevati in Italia 2.925 punti di guardia medica; con 12.104 medici titolari ovvero 20 medici ogni 100.000 abitanti. A livello territoriale si registra una realtà notevolmente diversificata sia per quanto riguarda la densità dei punti di guardia medica sia per quanto concerne il numero dei medici titolari per ogni 100.000 abitanti.

Emergenza.Particolare interesse ha rivestito in questi ultimi anni l’area dell’emergenza: il 52% degli ospedali pubblici risulta dotato nel 2010 di un dipartimento di emergenza e oltre la metà del totale degli istituti (60,1%) di un centro di rianimazione. Il pronto soccorso è presente in oltre l’80%  degli ospedali. Il pronto soccorso pediatrico è presente nel 15,5% degli ospedali.  Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso si evidenzia che nel 2010 ci sono stati quasi 3,7 accessi ogni 10 abitanti; di questi il 15% è stato in seguito ricoverato. Quest’ultimo indicatore si presenta altamente variabile a livello territoriale: a fronte di una percentuale di ricovero pari al 10,8% registrato nella Regione Piemonte si raggiungono valori poco inferiori a 30 nella Regione Molise.  Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso pediatrico emerge che ci sono stati 1,4 accessi ogni 10 abitanti fino a 18 anni di età; il 9,1% di questi è stato in seguito ricoverato. 

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Fonte: Ministero della Salute

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